“Le tarantelle pizziche”: con i ritmi salentini si chiude la rassegna musicale al PalaCep

Dopo aver attraversato le sonorità dei tamburi del Sol Levante e le suggestioni delle tradizioni musicali africane, la rassegna “Pelli, Popoli, Percussioni” si è conclusa al PalaCep con l’energia travolgente delle danze e dei ritmi della taranta salentina.

Protagonista dell’ultimo appuntamento è stata la Famiglia Giannuzzi, custode di una delle più autentiche e rappresentative espressioni della cultura musicale del Salento.

Uno spettacolo carico di energia e coinvolgimento, impreziosito dalla presenza della danzatrice salentina che, con entusiasmo e spontaneità, ha saputo accompagnare il pubblico in una progressiva scoperta dei passi della taranta, trasformando gli spettatori in protagonisti di un primo approccio a questa affascinante danza della tradizione popolare.

E non poteva mancare la “mitica” Nina, di nuovo protagonista: dopo esser salita sul palco, la sera precedente, per ballare con i percussionisti africani ha avuto il privilegio, ieri sera, di festeggiare il suo 82^ compleanno con un coro collettivo, guidato dal palco dalla Famiglia Giannuzzi!
Fantastica!


“Pelli, popoli, percussioni”, promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale Echo Art, è uno dei progetti vincitori dell’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a sostegno di attività di spettacoli dal vivo destinati ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative da realizzarsi nelle aree periferiche della città di Genova.

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Ho visto “la Nina” danzare, con Back Yaye Family…

Non c’era la “folla delle grandi occasioni”, ieri sera, al PallaCep, per lo spettacolo della “Back Yaye Family”

poche decine di spettatori ma chi c’era non si è affatto annoiato, anzi…

quasi due ore ininterrotte dettate dai ritmi dei percussionisti africani, dalla dolcezza della “Kora”(un elegante strumento a metà tra un’arpa ed un liuto, originario dell’Africa occidentale) e da un curioso “xilofono africano” (realizzato con tasti in legno e “zucche armoniche”), con le irruzioni danzanti di maschere tribali

Uno spettacolo che ha coinvolto anche i bambini presenti, rendendoli protagonisti di un intermezzo gioioso sulla pista con le maschere tribali, cui si è aggiunta la performance della “nostra” Nina, invitata a salire sul palco per ballare con gli scatenati percussionisti…

e lei, ma non avevamo dubbi in proposito, non se l’è fatto ripetere due volte, festeggiando in anticipo di poche ore il suo 82^ compleanno (li compie oggi!).

Uno spettacolo (con musicisti originari di Senegal, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Mali e Guinea, magistralmente diretti da Cheick Fall) di grande qualità, che avrebbe decisamente meritato una platea più numerosa.

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Alcuni cenni sui due particolari strumenti:

_La kora è uno strumento musicale tradizionale dell’Africa occidentale, particolarmente diffuso in paesi come Senegal, Gambia, Mali e Guinea.
Ha 21 corde e combina caratteristiche di arpa, liuto e arpa-cetra.
La cassa di risonanza è realizzata con una grande zucca essiccata (calabash) ricoperta di pelle animale.
Le corde vengono pizzicate con pollici e indici di entrambe le mani.
La kora è strettamente legata alla figura dei griot, i cantastorie e custodi della memoria delle comunità dell’Africa occidentale.
I griot tramandano oralmente la storia, le genealogie e le tradizioni attraverso il canto accompagnato dalla kora.
Il suo timbro è delicato, cristallino e molto melodico, spesso paragonato a quello di un’arpa. È utilizzata sia per accompagnare il canto sia come strumento solista.

_il termine “xilofono” significa “suono di legno” ed infatti non a caso lo xilofono africano prende il nome dal suono che produce.
Le prime versioni dello xilofono africano, le cui origini risalgono al 500 d.c., sono state realizzate mettendo insieme legno e zucche.
Gli abitanti del villaggio arrostivano il legno e modellavano le singole barre per ottenere il tono desiderato.
Dopo aver modellato il legno, sceglievano con cura zucche (con funzione di risonatori), per accompagnare le dimensioni delle barre di legno e ottenere la chiave necessaria.
Con la cera di vespa veniva regolato il tono dei tasti dello strumento alla bocca della zucca (forata per evitare un suono troppo secco).
Con foglie gommose ricavate da piante selvatiche e striscianti venivano invece create le mazze usate per colpire il legno.


“Pelli, popoli, percussioni”, promosso ed organizzato dall”Associazione Culturale Echo Art, è uno dei progetti vincitori dell’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a sostegno di attività di spettacoli dal vivo destinati ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative da realizzarsi nelle aree periferiche della città di Genova.


Kyoshindo ed i tamburi giapponesi: che spettacolo!

Straordinario spettacolo offerto ieri sera al PalaCep dal gruppo Kyoshindo con il possente suono dai loro tamburi Taiko giapponesi.
Un evento promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale Echo Art.
L’evento ha riscosso un grande apprezzamento da parte del pubblico presente al PalaCep, che ha tributato agli artisti lunghi e calorosi applausi.

KyoShinDo è il primo gruppo italiano dedicato all’arte del Taiko, il tradizionale tamburo giapponese.

Nato nel 2004 dall’incontro tra la cultura musicale giapponese e la passione di artisti italiani, il gruppo promuove la diffusione del Taiko attraverso spettacoli, concerti, laboratori e percorsi formativi.

Il Taiko non è soltanto musica: è energia, disciplina, movimento e condivisione.

Ogni esibizione unisce forza ritmica, precisione tecnica ed espressività corporea, trasformando il suono in una vera esperienza visiva ed emozionale.

I componenti del KyoShinDo studiano e praticano le arti tradizionali giapponesi sotto la guida di maestri di fama internazionale, mantenendo un forte legame con la tradizione e sviluppando al contempo un linguaggio artistico originale.

Particolarità del gruppo è la costruzione artigianale di molti degli strumenti utilizzati, realizzati secondo tecniche ispirate alla tradizione giapponese.

Nel corso degli anni il KyoShinDo ha partecipato a numerosi festival ed eventi culturali in Italia e all’estero, portando il fascino e la potenza del Taiko davanti a pubblici di ogni età.

Attraverso il ritmo dei tamburi, il KyoShinDo propone un viaggio tra musica, cultura e spiritualità, capace di coinvolgere gli spettatori e di creare un forte senso di comunità e partecipazione.


“Pelli, popoli, percussioni”, promosso ed organizzato dall”Associazione Culturale Echo Art, è uno dei progetti vincitori dell’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a sostegno di attività di spettacoli dal vivo destinati ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative da realizzarsi nelle aree periferiche della città di Genova.

Al PalaCep tre spettacoli imperdibili!!!

Dall’11 al 13 giugno il PalaCep ospiterà tre straordinari spettacoli, ad ingresso gratuito, grazie alla rassegna “Pelli popoli, percussioni” promossa ed organizzata dall’Associazione Culturale Echo Art.

Questo il programma.

PELLI POPOLI PERCUSSIONI
– Trasformazioni ritmiche di quartiere PalaCep –
Area Pianacci, Genova Pra’


INGRESSO GRATUITO

11 Giugno | Ore 21.00
KYOSHINDO

Il possente suono dei tamburi taiko giapponesi.

12 Giugno | Ore 21.00
BAKH YAYE FAMILY
Ritmi dalle percussioni del Senegal, Burkina Faso e Mali.

13 Giugno | Ore 21.00
LE TARANTELLE PIZZICHE

Dal Salento, le vorticose danze e ritmiche del tarantismo.

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“Pelli, popoli, percussioni”, promosso ed organizzato dall”Associazione Culturale Echo Art, è uno dei progetti vincitori dell’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a sostegno di attività di spettacoli dal vivo destinati ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative da realizzarsi nelle aree periferiche della città di Genova

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