Ceppions League 2026: le foto della seconda giornata

Questa settimana, come noto, ci sarà una sola giornata (oggi, 21 luglio) dedicata alla Ceppions League perché giovedì 23 è in programma, a cura del Centro Zenit, la gita alle “Bolle blu”, ed avremmo avuto molte defezioni.

In attesa della terza giornata (oggi alle 17.30) ecco le foto relative alla seconda giornata, che si è disputata lo scorso 16 luglio, giovedì.

Due partite nelle quali il sorteggio non ha sortito, come sempre, l’effetto di creare comunque due compagini equilibrate.

Le partite sono state vinte ampiamente dalle due formazioni arancioni, ma non si è lamentato nessuno: ci si diverte comunque…

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L’iniziativa del Circolo ARCI Pianacci è realizzata nell’ambito delle attività estive della  “Rete ACT”, Attività Cittadine e Territoriali per l’infanzia e l’adolescenza a Genova.

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“Pianacci tu mi piacci”: un nuovo, gioioso murale al Pianacci

Ci sono muri che dividono.
E poi ci sono muri che raccontano, accolgono e fanno nascere nuove idee.

Da questo fine settimana l’Area Pianacci ne ha uno in più: un murale che trasmette colore, leggerezza e voglia di vivere, realizzato dall’artista milanese Paolo Bordino, in arte Pao, uno dei nomi più rappresentativi dell’arte urbana italiana.

La sua realizzazione ha concluso il percorso del progetto “Caleidoscopio della Partecipazione”, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il bando “Scuola di Politica”.

Ma questo murale è molto più di un’opera d’arte.

È il risultato di un percorso condiviso, nato dall’ascolto e dal confronto con i giovani e con le realtà del quartiere, un percorso di confronto, ascolto e riflessione sul tema della partecipazione.

Proprio da qui è maturata la scelta di realizzare un murale capace di trasmettere un messaggio di energia, vitalità e positività, senza essere legato a un tema specifico, ed è nata la scelta di affidare l’opera a Pao, artista riconosciuto per il suo linguaggio immediato, ironico e fortemente comunicativo.

Insieme si è scelto di non raccontare un tema preciso, ma di lasciare spazio a qualcosa di ancora più universale: la gioia, l’energia, la speranza. Perché, in un quartiere troppo spesso raccontato soltanto attraverso le sue difficoltà, anche un’esplosione di colori può diventare un messaggio potente.

Non servono sempre slogan.
A volte basta un sorriso dipinto su un muro per ricordare che un luogo può cambiare anche attraverso la bellezza.

L’arte del writing rappresenta una delle forme di espressione più autentiche della cultura urbana contemporanea: un linguaggio capace di parlare ai giovani, di trasformare lo spazio pubblico in luogo di creatività, partecipazione e appartenenza.

Per questo il Pianacci ha scelto di investire sull’arte urbana già a partire dal 2010, promuovendo laboratori, coinvolgendo writer di rilievo nazionale e locale e costruendo, anno dopo anno, un percorso che ha trasformato i muri dell’Area Pianacci in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto.
All’interno di questo cammino, nel 2020, è nato un progetto destinato a lasciare il segno anche a livello cittadino: in via Novella sono stati realizzati i primi muri di libera espressione di Genova, centinaia di metri lineari di superfici dove chiunque può sperimentarsi legalmente nell’arte del writing.
Un’iniziativa pionieristica che ha riconosciuto la street art non come un problema da contenere, ma come una forma di espressione da valorizzare, offrendo ai giovani uno spazio libero, legittimo e condiviso in cui lasciare il proprio segno.

L’opera di Pao (come sempre supportato dalla collaborazione della moglie, Laura Pasquazzo) si inserisce oggi in questo percorso lungo oltre quindici anni, arricchendo una collezione permanente che comprende i lavori di Weik, Mr Wany, Enrico Macchiavello, Drina, GiulioGol, Web 3 e di molti altri artisti che, nel tempo, hanno contribuito a fare del Pianacci uno dei principali punti di riferimento dell’arte urbana a Genova.
Alcuni murales, come quelli della BDS Crew e di Asker, hanno accompagnato una fase importante di questo cammino e oggi hanno lasciato spazio a nuove opere, nel naturale processo di evoluzione di un museo all’aperto che continua a rinnovarsi senza perdere la propria identità.

Ogni nuovo murale cambia un pezzo di paesaggio.
Può restituire orgoglio, creare relazioni, far nascere curiosità.
Può invitare a fermarsi, a parlare, a immaginare, può anche cambiare il modo in cui quel quartiere guarda se stesso.

È questo il significato più profondo dell’opera di Pao: non “soltanto” un muro dipinto, ma un altro tassello di una storia che il Pianacci continua a scrivere, dimostrando che la bellezza può essere un gesto quotidiano e la partecipazione un’opera collettiva.

Ceppions League 2026: ecco le prime foto!!!

Poteva forse mancare, all’edizione 2026 della Ceppions League, Carmelo Caratozzolo?
Certo che no.
Perché lui non è un arbitro. È l’Arbitro.

E così, ieri alle 17.30, è stato proprio lui a guidare il tradizionale ingresso in campo, con tutti i ragazzi in fila indiana, dando ufficialmente il via a una nuova edizione del torneo.

Un’edizione che registra un bel successo: 37 iscritti, tra i 9 e i 15 anni, un numero che ha reso necessario dividere il torneo in due fasce d’età. I più piccoli (9-11 anni) disputano partite in due tempi da 10 minuti, mentre i più grandi (12-15 anni) si sfidano in incontri da due tempi di 20 minuti.

Per Carmelo, come sempre, una buona dose di pazienza, indispensabile per contenere l’inesauribile entusiasmo dei ragazzi.
Ma, come si dice… beati loro, so’ ragazzi!

Anche quest’anno prosegue una delle caratteristiche più particolari della Ceppions League: le squadre vengono formate interamente a sorteggio e cambiano, sempre a sorteggio, a ogni giornata.

Chi oggi è un avversario, domani potrebbe essere un compagno di squadra.
Una scelta semplice, ma tutt’altro che casuale, che vuole trasmettere un messaggio preciso: nello sport gli avversari sono semplicemente… avversari, mai nemici.

Con l’augurio che questa piccola lezione di fair play non rimanga confinata al campo di gioco, ma accompagni questi ragazzi anche nella vita di tutti i giorni.

ps: tra le foto, verso la fine della galleria fotografica, ci sono due sequenze (colte con un po’ di fortuna) di azioni travolgenti di Luca. La prima si conclude con un gol, nella seconda il portiere Matteo riesce invece ad intervenire con efficacia…primi protagonisti, ma ce ne saranno altri…


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L’iniziativa del Circolo ARCI Pianacci è realizzata nell’ambito delle attività estive della  “Rete ACT”, Attività Cittadine e Territoriali per l’infanzia e l’adolescenza a Genova.

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Lab85: torneranno a trovarci, e per noi sarà di nuovo un piacere!

Il Centro di Educazione al Lavoro Lab85 è un servizio di inclusione socio lavorativa, promosso e attuato dal Comune di Genova, attraverso l’Ufficio Coordinamento Inserimenti Lavorativi (UCIL) con sede nel centro storico, in via della Maddalena.

Svolge attività di orientamento, formazione ed educazione al lavoro elaborando percorsi individuali, progettati in base alle caratteristiche personali di ogni giovane.

L’obiettivo del centro è quello di far acquisire a ragazze e ragazzi la sicurezza, l’autonomia e le competenze necessarie ad affrontare positivamente il mondo del lavoro, offrendo loro la possibilità di costruire una propria identità lavorativa in maniera graduale e tutelata in un ambiente protetto, adeguato e stimolante.

Le attività del C.E.L. sono rivolte a ragazze e ragazzi dai 16 ai 20 anni, che vengono accompagnati in attività laboratoriali artigianali di diverso tipo, organizzati in gruppi di lavoro, coordinati e supportati da educatrici ed educatori professionali, che possiedono competenze tecniche e manuali fondamentali per i percorsi di formazione.

Le attività svolte sono: falegnameria, ceramica, carpenteria metallica, oggettistica & arredo, manutenzioni e logistica, sartoria creativa, informatica e comunicazione.

Quest’oggi un gruppo di questi ragazzi ha potuto fruire di una mattinata di svago.

La scelta degli educatori è caduta sul Circolo ARCI Pianacci per cominciare ad apprendere anche i “segreti” per la pratica del tiro con l’arco, affiancati dagli istruttori dell’ASD Arcieri Grande Genova coordinati dall’inossidabile Francesco Dominici.

Si sono divertiti, ci hanno detto che torneranno a trovarci.

Per noi un gradito complimento, li aspettiamo di nuovo, con piacere!

Quando la “rumenta” non è la spazzatura ma qualcuno in carne ed ossa…

Come abbiamo ricordato più volte, il nostro staff di manutenzione ha il merito di tenere in condizioni quasi perfette i 16.000mq di verde attrezzato gestiti (da quasi 30 anni) dal Circolo ARCI Pianacci.

Un compito già di per sé difficile, complicato, che lo diventa ancor di più “grazie” all’inciviltà di qualcuno…

Il lato più a ponente dell’Area Pianacci è delimitato da una rete che confina con le scalette che portano ai diversi civici bassi di via della Benedicta, fino all’altezza del campo da calcetto.

Qualche giorno fa una signora che abita “oltre la nostra rete”, ha chiesto una cortesia: togliere per quanto possibile l’erba nel punto di confine con la rete, perché debordando diventa un percorso facilitato dei topi verso le case.

Le abbiamo garantito che avremmo sollecitato il nostro staff, premettendo due criticità: in quel punto la riva è un po’ ripida, e non è il massimo della vita operare con il decespugliatore in quelle condizioni.
Inoltre, le ultime volte che era stata trattata quella zona, il decespugliatore aveva “schizzato” più volte rumenta (ed altro) buttata lì dentro da qualcuno, da oltre la rete, e non è una cosa piacevole.

Mario, Vittorio &C hanno raccolto l’appello della signora ed in queste due mattinate si sono messi d’impegno, con il bel risultato documentato dalle terza foto.

Ci sono però, purtroppo, anche le prime due foto, che certificano, e confermano, la squallida inciviltà di qualcuno…

Hanno dovuto riempire diversi sacchi di rumenta che a loro volta contengono sacchetti di rumenta ed altro che qualcuno preferisce buttare dentro la nostra area, anziché recarsi ai vicini (30 metri) cassonetti…

Non è colpa della rumenta contenuta nei sacchetti.

E’ colpa di chi è di fatto una rumenta umana, in carne ed ossa, senza rispetto né per lo spazio fruito gratuitamente tutti i giorni dalla comunità ed ancor meno rispetto per un gruppo di persone di buona volontà che dovrebbe tagliare e raccogliere l’erba, e non sostituire la funzione dei cassonetti…

Deve (o devono) solo augurarsi di non essere individuato(i)…

Perchè a tutto, soprattutto l’inciviltà, deve essere posto un limite.

Sono una squadra fortissimi…

In questi anni abbiamo spesso sottolineato quanto sia prezioso il lavoro del nostro staff manutenzione, che ogni giorno si impegna per offrire il meglio, in termini di pulizia, cura del verde e attenzione agli spazi, ai frequentatori dei 16.000 metri quadrati del Circolo ARCI Pianacci.

Una collaborazione fatta di professionalità, disponibilità e senso di appartenenza che, recentemente, ha trovato una delle sue espressioni più belle nella preparazione del PalaCep e delle aree circostanti in occasione della premiazione del Premio Strega Giovani dello scorso 27 maggio.

Quel giorno il Pianacci ha accolto 430 studenti arrivati da tutta Italia, gli autori dei libri selezionati per il Premio, gli organizzatori della Fondazione Bellonci e numerosi rappresentanti delle istituzioni presenti all’evento.
Per rendere possibile un’accoglienza impeccabile, diversi membri dello staff hanno prolungato di molto il proprio orario di lavoro, mossi semplicemente dal desiderio di far fare una bella figura al Pianacci e a tutta la nostra comunità.

Per questo, ieri sera abbiamo voluto dedicare a loro un momento speciale: una cena sulla terrazza-mare del Circolo, organizzata come segno di ringraziamento e condivisione.

Fondamentale, ai fornelli, il supporto di Vittorio che, pur avendo concluso il suo incarico qualche settimana fa, ha scelto di continuare a dare una mano alle attività di manutenzione del Circolo.

Non è stato semplice trovare una data che andasse bene a tutti, e qualcuno purtroppo mancava per cause di forza maggiore.
Il nostro grazie va naturalmente anche a loro.

La serata è stata resa ancora più piacevole da una splendida paella, salame, gamberoni, pomodori freschi e dal formaggio delle Langhe “Bosina”, il tutto accompagnato da un ottimo Vermentino di Sardegna, omaggio alle origini sarde di Vittorio.

Con noi c’era anche Thomas, arrivato da pochi giorni: l’occasione perfetta per farlo sentire subito a casa festeggiando insieme il suo recentissimo ventunesimo compleanno.

Insomma, tutti gli ingredienti per una serata vissuta in allegria, amicizia e gratitudine, con il valore aggiunto della frescura che, lì al Pianacci, non manca davvero mai.

Tanti auguri Thomas!!!

Con “Il formicaio” una giornata speciale anche per noi…

Dal 1984 “Il Formicaio” è un punto di riferimento nel Sestiere della Maddalena a Genova per bambine e bambini dai 6 agli 11 anni e le loro famiglie.

Attraverso gioco, sostegno scolastico, laboratori e attività educative, offre uno spazio accogliente dove crescere, imparare e stare insieme.

Un luogo di socializzazione, ascolto e supporto, in collaborazione con famiglie, scuole e servizi del territorio con attività sono aperte a tutte e tutti!

Ieri, nell’ambito delle proposte estive, gli operatori de “Il Formicaio” hanno scelto gli spazi del Circolo ARCI Pianacci per far vivere a 36 bambini/e una giornata speciale, un po’ diversa.

E’ così che, grazie alla disponibilità dell’ASD Arcieri Grande Genova i bambini hanno potuto cimentarsi con un’insolita disciplina sportiva, il tiro con l’arco, per poi spaziare tra campo da calcetto, beach volley, spazio giochi, intervallati da un affollato picnic sulla terrazza lato mare del Circolo.

Faceva molto caldo, nelle vicinanze il nostro collaboratore Andrea stava operando con una idropulitrice per preparare le pareti per un imminente nuovo murale…

beh, preda troppo facile per i bambini, che hanno trovato in lui un prezioso alleato per un “nuovo gioco”: una collettiva, fresca, opportuna innaffiatura salutata con comprensibile entusiasmo.

Sì, anche per noi ieri è stata una bella giornata speciale…

“Le tarantelle pizziche”: con i ritmi salentini si chiude la rassegna musicale al PalaCep

Dopo aver attraversato le sonorità dei tamburi del Sol Levante e le suggestioni delle tradizioni musicali africane, la rassegna “Pelli, Popoli, Percussioni” si è conclusa al PalaCep con l’energia travolgente delle danze e dei ritmi della taranta salentina.

Protagonista dell’ultimo appuntamento è stata la Famiglia Giannuzzi, custode di una delle più autentiche e rappresentative espressioni della cultura musicale del Salento.

Uno spettacolo carico di energia e coinvolgimento, impreziosito dalla presenza della danzatrice salentina che, con entusiasmo e spontaneità, ha saputo accompagnare il pubblico in una progressiva scoperta dei passi della taranta, trasformando gli spettatori in protagonisti di un primo approccio a questa affascinante danza della tradizione popolare.

E non poteva mancare la “mitica” Nina, di nuovo protagonista: dopo esser salita sul palco, la sera precedente, per ballare con i percussionisti africani ha avuto il privilegio, ieri sera, di festeggiare il suo 82^ compleanno con un coro collettivo, guidato dal palco dalla Famiglia Giannuzzi!
Fantastica!


“Pelli, popoli, percussioni”, promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale Echo Art, è uno dei progetti vincitori dell’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a sostegno di attività di spettacoli dal vivo destinati ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative da realizzarsi nelle aree periferiche della città di Genova.

(clicca per ingrandire)

Ho visto “la Nina” danzare, con Back Yaye Family…

Non c’era la “folla delle grandi occasioni”, ieri sera, al PallaCep, per lo spettacolo della “Back Yaye Family”

poche decine di spettatori ma chi c’era non si è affatto annoiato, anzi…

quasi due ore ininterrotte dettate dai ritmi dei percussionisti africani, dalla dolcezza della “Kora”(un elegante strumento a metà tra un’arpa ed un liuto, originario dell’Africa occidentale) e da un curioso “xilofono africano” (realizzato con tasti in legno e “zucche armoniche”), con le irruzioni danzanti di maschere tribali

Uno spettacolo che ha coinvolto anche i bambini presenti, rendendoli protagonisti di un intermezzo gioioso sulla pista con le maschere tribali, cui si è aggiunta la performance della “nostra” Nina, invitata a salire sul palco per ballare con gli scatenati percussionisti…

e lei, ma non avevamo dubbi in proposito, non se l’è fatto ripetere due volte, festeggiando in anticipo di poche ore il suo 82^ compleanno (li compie oggi!).

Uno spettacolo (con musicisti originari di Senegal, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Mali e Guinea, magistralmente diretti da Cheick Fall) di grande qualità, che avrebbe decisamente meritato una platea più numerosa.

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Alcuni cenni sui due particolari strumenti:

_La kora è uno strumento musicale tradizionale dell’Africa occidentale, particolarmente diffuso in paesi come Senegal, Gambia, Mali e Guinea.
Ha 21 corde e combina caratteristiche di arpa, liuto e arpa-cetra.
La cassa di risonanza è realizzata con una grande zucca essiccata (calabash) ricoperta di pelle animale.
Le corde vengono pizzicate con pollici e indici di entrambe le mani.
La kora è strettamente legata alla figura dei griot, i cantastorie e custodi della memoria delle comunità dell’Africa occidentale.
I griot tramandano oralmente la storia, le genealogie e le tradizioni attraverso il canto accompagnato dalla kora.
Il suo timbro è delicato, cristallino e molto melodico, spesso paragonato a quello di un’arpa. È utilizzata sia per accompagnare il canto sia come strumento solista.

_il termine “xilofono” significa “suono di legno” ed infatti non a caso lo xilofono africano prende il nome dal suono che produce.
Le prime versioni dello xilofono africano, le cui origini risalgono al 500 d.c., sono state realizzate mettendo insieme legno e zucche.
Gli abitanti del villaggio arrostivano il legno e modellavano le singole barre per ottenere il tono desiderato.
Dopo aver modellato il legno, sceglievano con cura zucche (con funzione di risonatori), per accompagnare le dimensioni delle barre di legno e ottenere la chiave necessaria.
Con la cera di vespa veniva regolato il tono dei tasti dello strumento alla bocca della zucca (forata per evitare un suono troppo secco).
Con foglie gommose ricavate da piante selvatiche e striscianti venivano invece create le mazze usate per colpire il legno.


“Pelli, popoli, percussioni”, promosso ed organizzato dall”Associazione Culturale Echo Art, è uno dei progetti vincitori dell’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a sostegno di attività di spettacoli dal vivo destinati ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative da realizzarsi nelle aree periferiche della città di Genova.


Kyoshindo ed i tamburi giapponesi: che spettacolo!

Straordinario spettacolo offerto ieri sera al PalaCep dal gruppo Kyoshindo con il possente suono dai loro tamburi Taiko giapponesi.
Un evento promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale Echo Art.
L’evento ha riscosso un grande apprezzamento da parte del pubblico presente al PalaCep, che ha tributato agli artisti lunghi e calorosi applausi.

KyoShinDo è il primo gruppo italiano dedicato all’arte del Taiko, il tradizionale tamburo giapponese.

Nato nel 2004 dall’incontro tra la cultura musicale giapponese e la passione di artisti italiani, il gruppo promuove la diffusione del Taiko attraverso spettacoli, concerti, laboratori e percorsi formativi.

Il Taiko non è soltanto musica: è energia, disciplina, movimento e condivisione.

Ogni esibizione unisce forza ritmica, precisione tecnica ed espressività corporea, trasformando il suono in una vera esperienza visiva ed emozionale.

I componenti del KyoShinDo studiano e praticano le arti tradizionali giapponesi sotto la guida di maestri di fama internazionale, mantenendo un forte legame con la tradizione e sviluppando al contempo un linguaggio artistico originale.

Particolarità del gruppo è la costruzione artigianale di molti degli strumenti utilizzati, realizzati secondo tecniche ispirate alla tradizione giapponese.

Nel corso degli anni il KyoShinDo ha partecipato a numerosi festival ed eventi culturali in Italia e all’estero, portando il fascino e la potenza del Taiko davanti a pubblici di ogni età.

Attraverso il ritmo dei tamburi, il KyoShinDo propone un viaggio tra musica, cultura e spiritualità, capace di coinvolgere gli spettatori e di creare un forte senso di comunità e partecipazione.


“Pelli, popoli, percussioni”, promosso ed organizzato dall”Associazione Culturale Echo Art, è uno dei progetti vincitori dell’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a sostegno di attività di spettacoli dal vivo destinati ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative da realizzarsi nelle aree periferiche della città di Genova.