wi-fi gratuito al Cep???…magari!!!…

Elisa Serafini, Assessore alla Cultura del Comune di Genova, sta pensando di dotare l’intero quartiere del Cep di un servizio wi-fi gratuito…magari!!!

Repubblica Genova, 19 maggio 2018
L’articolo di Marco Preve

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ELISA SERAFINI ASSESSORA
“GENOVA CASA DELL’HIP HOP E WI-FI GRATUITO AL CEP, ANCHE QUESTA E’ CULTURA”

Una semplificazione giornalistica porterebbe a dire di lei – visto che è paladina dei diritti dei gay, che ha criticato la scelta nostalgica di commemorare ufficialmente i caduti di Salò, che non ha grandi supporter nel clero locale, che alcuni militanti leghisti l’attaccano pesantemente sui social, e che preferisce organizzare un festival hip hop piuttosto che una serata jazz raccomandata da qualche consigliere – che Elisa Serafini assessora (la più giovane) alla cultura del Comune di Genova abbia poco a che spartire con la giunta Bucci, amministrazione dalle forti radici leghiste e assai tradizionalista.

Eppure sarebbe un errore.

Perché Serafini, che nella lista del sindaco è stata eletta, ne è anche una convinta sostenitrice: «Ad esempio difendo la legge 194, ma sui manifesti contro l’aborto di cui si parla in questi gironi la penso come il sindaco e sono per la libertà di pensiero. E soprattutto l’impegno di Bucci per rendere efficienti le municipalizzate mi sta facendo ricredere su certe mie convinzioni rispetto al ruolo dei privati nel pubblico“.

Partiamo proprio da qui.

I privati e il ruolo preponderante che per lei devono avere nel finanziamento della cultura.
«In questo periodo storico gli investitori istituzionali delle grandi imprese chiedono che le aziende investano in responsabilità sociale. Questo vuol dire finanziere progetti solidali, culturali, benefici, per rispondere alla sempre più forte richiesta di trasparenza e di etica…»

Per lavarsi la coscienza in qualche caso?
«Può essere, non lo so, ma non è questo il punto. Lo è invece che a fronte di finanziamenti pubblici ormai quasi azzerati per la cultura, solo con i privati si può continuare a farla e promuovere nuove iniziative. È quello che ho fatto reimpostando sponsorizzazioni del Comune e andando io stessa in prima persona a chiedere contributi».

E come sta andando?
«Bene direi. Siamo passati da circa 12 sponsorizzazioni a una cinquantina, soprattutto abbiamo coinvolto soggetti prima mai contattati. Così il Porto di Voltri ha pagato il restauro dell’imbarcazione per la regata storica, oppure un ristorante del centro storico ha coperto le spese per un concerto di musica folk al Ducale».

Tutta questa disponibilità non può trasformarsi in conflitti di interesse quando l’azienda avrà da chiedere qualcosa al Comune?
«Il rischio c’è ma esistono norme precise. Intanto evitiamo di chiedere contributi a chi deve ottenere permessi e l’impegno è fai sì che le sponsorizzazioni siano slegate da posizioni di privilegio con la politica».

Ci spieghi il beneficio per l’azienda.
«Farsi apprezzare dal territorio, pubblicità, rispondere appunto alla richiesta etica e di trasparenza che oggi arriva dai mercati, e poi anche forme nuove di convenzione: finanzi il teatro? I tuoi dipendenti potranno avere uno sconto su corsi di danza. È un esempio, ma la direzione è quella».
Villa Croce era un esempio di gestione pubblico privata ma con il suo arrivo è finita bruscamente. «Però a mio parere in quel caso non era il pubblico ad avere i benefici maggiori dal rapporto. Invece io penso che i benefici debbano esserci per tutti».

E ora a Villa Croce che succede?
«Che un colosso come Cisco ha deciso di credere nella nostra proposta e finanzierà due progetti. Il primo riguarda la villa e il museo dove sosterrà sperimentazioni e commistioni fra arte e tecnologia, in particolare sulla realtà aumentata».

E il secondo?
«L’altro progetto prevedeva il wi fi gratuito in un quartiere. Abbiamo scelto il Cep di Prà perché fi crediamo che possa diventare un servizio importante, specie sul fronte della formazione e dei servizi on line. E’ un quartiere che risponde bene agli stimoli e lo dimostra quanto fatto da un’associazione come il Pianacci di Carlo Besana. Vogliamo rinnovare i processi della cultura e lo si può fare anche con il wi fi gratuito».

Anche con l’hip hop? Il festival di gennaio le ha garantito consensi anche da ambienti giovanili di transita.
«E anche qualche critica dalla mia parte politica. Ma me lo aspettavo. Quella tre giorni alla Fiumara è uno dei progetti di cui vado più fiera. Totalmente finanziato con i privati ha fatto venire gente da tutta Italia e anche dal mondo, ha Hong Kong. Quello che una parte della città non capisce è che Genova è capitale italiana dell’hip hop, della trap. Su Spotify un terzo dei primi venti pezzi arriva da Genova e non c’è solo Tedua, ma un intero movimento che potrebbe diventare la nuova scuola dei cantautori. Ed è per questo che stiamo già organizzando il secondo festival sempre a Sampierdarena».

Hip hop a parte, le sue posizioni su alcune questioni (gay, diritti, antifascismo) sembrano non proprio in linea con il resto della giunta.
«Credo nella pluralità delle idee e nel progetto politico di questa maggioranza. A volte pago la mia coerenza e a volte sono considerata scomoda, ma apprezzo gli amministratori che lavorano con me anche se hanno posizioni diverse dalle mie su questioni di coscienza. E aldilà di contestazioni spiacevoli che arrivano però dall’esterno, fra di noi c’è rispetto reciproco».

 

La novità
A giugno sarà on line Investiincultura il portale per trovare finanziamenti privati
“Si chiamerà Invenstiincultura, sarà attivo a giugno e sarà il portale in cui le aziende troveranno le “offerte” culturali che necessitano di fondi. Ci sarà scritto quanto serve, come si può contribuire e anche quello che offriremo in cambio come pubblicità o altre forme di collaborazione”.

Così l’assessora Serafini serpentari il portale on line che nelle sue intenzioni dovrà aumentare il flusso di contributi privati verso la cultura pubblica.
“La città è disponibile -spiega Serafini – e non potrebbe essere diversamente visto che il finanziamento di molti anni fa di Riccardo Garrone al Carlo Felice resta il contributo più alto mai versato da un privato a un ente pubblico”.

E se restano le preoccupazioni per eventuali conflitti di interesse Serafini oltre alle spiegazioni fornite in questa stessa pagina aggiunge:
“Posso dire che sono aspetti la cui importanza mi è apparsa ancora più chiara da quando sono entrata in giunta. Ma anche prima non mi erano ignoti. Mi licenziai da Uber dove ero una giovane e ben pagata manager proprio perché la loro gestione degli autisti presentava a mio avviso alcune gravi carenze dal lato etico”.

16 maggio, l’Orchestra del Carlo Felice al Cep!

16 maggio, ore 21, PalaCep: un imperdibile concerto, ad ingresso gratuito, con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice diretta dal maestro Giovanni Porcile

L’Orchestra del Carlo Felice al Cep
Concerto ad ingresso gratuito al PalaCep il 16 maggio alle 21

 

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A distanza di 15 anni dal Concerto tenutosi, a quei tempi all’aperto, il 27 luglio 2003, il Circolo Arci Pianacci ospita di nuovo uno dei “gioielli” della Città, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Carlo Felice.

Il prossimo 16 maggio, con inizio alle 21, al PalaCep, l’Orchestra, composta da 65 elementi, sarà diretta da Giovanni Porcile, con un repertorio che si aprirà con l’Ouverture del “Flauto Magico” di Mozart ed attraverso famose arie da “La gazza ladra” di Rossini, “La traviata” e “Nabucco” di Verdi e “Carmen” di Bizet si concluderà con “Sul bel Danubio blu” di Johann Strauss II.

Il concerto, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili, sarà, per l’intero quartiere, motivo di assoluto prestigio e per la Città un esempio di Cultura ai più alti livelli portata in periferia.

L’evento, proposto alcuni mesi fa al Direttore Artistico del Teatro Carlo Felice, Giuseppe Acquaviva,  avrebbe dovuto rappresentare la celebrazione per i primi 20 anni di attività del Circolo Arci Pianacci, che opera al Cep dal 1997.

Il Direttore aveva immediatamente aderito alla proposta che però non aveva trovato una immediata collocazione nel fitto calendario del Teatro Carlo Felice; si è così convenuto di proporlo nel 2018, e rappresenterà l’occasione per celebrare l’inizio del secondo ventennale di attività del Circolo Pianacci.

Come sottolinea Franco Farfarini, neo Presidente del Circolo Arci Pianacci, “Poterlo fare portando la Cultura in una delle sue espressioni più alte in un quartiere che ancora oggi, pur riqualificato, vive profonde forme di disagio, sottolinea ulteriormente il valore e l’importanza di uno dei più prestigiosi “gioielli” della nostra Città.”

L’evento è organizzato in collaborazione con

 

e con il prezioso contributo di

 

 

 

ll progetto partecipa alla campagna di Save the children “Illuminiamo il futuro”

Dal 14 al 20 maggio 2018, una settimana di mobilitazione su tutto il territorio nazionale con giornate dedicate al contrasto della povertà educativa.
#ItaliavietatAiminori

Per maggiori informazioni sui contenuti della campagna visita il sito: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/campagne/illuminiamo-il-futuro

 

Il programma

 

Wolfgang Amadeus Mozart
Il flauto magico
Ouverture
Gioachino Rossini
La gazza ladra
Ouverture
Giuseppe Verdi
La traviata
Preludio Atto I
Nabucco
Sinfonia
George Bizet
Carmen
– Preludio
– Habanera
– Chanson du Toréador
Johann Strauss II
Il pipistrello
Ouverture
Valzer dell’imperatore
Tritsch tratsch polka
Sul bel Danubio blu
Giovanni Porcile
Direttore
   

Il PalaCep sarà aperto al pubblico a partire dalle ore 20.00 

Come raggiungere il PalaCep

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Alcune indicazioni per i parcheggi
– nel raggio di 250 metri –
(all’interno dell’Area Pianacci sarà consentito l’ingresso ai soli mezzi autorizzati)

 

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il dettaglio dello spazio parcheggi di via Martiri del Turchino
( a circa 100 metri dal PalaCep)

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il dettaglio dello spazio parcheggi in via Novella
(a circa 250 metri dal PalaCep)

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il dettaglio dell’ingresso per i soli mezzi autorizzati

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Franco Farfarini nuovo Presidente del Circolo Arci Pianacci

26 marzo 2018: Franco Farfarini è da oggi Presidente del Circolo Arci Pianacci, Vice Presidente Enrico Testino

In occasione della riunione di Consiglio Direttivo della nostra Associazione, tenutasi il 26 marzo 2018, preso atto delle dimissioni presentate dal Presidente Armando Bonafede, per sopraggiunti motivi personali, sono state deliberate all’unanimità le nuove cariche, con la Presidenza affidata a Franco Farfarini (già Vice Presidente) e la Vice Presidenza affidata ad Enrico Testino.

Ad Armando Bonafede va il ringraziamento dell’Associazione per il proficuo, intenso lavoro svolto durante il suo mandato in qualità di Presidente, dallo scorso 4 maggio 2017 alla data odierna. 
Un prezioso apporto che continuerà nella nuova veste di Consigliere.

Il Consiglio Direttivo risulta ora così composto:

Presidente
Franco Farfarini

Vice Presidente
Enrico Testino

Consiglieri
Armando Bonafede, Susanna Giorato, Francesco Incandela, Marco Marchitelli, Antonio Pertichini, Irene Tesini, Carlo Besana (Presidente Onorario), Lucio Regnoli (Presidente Onorario)

Collegio dei Sindaci Revisori
Antonio Di Costanzo, Mario Kostovich, Mario Sanguinetti

 

Per i più piccoli, ogni sabato, al Circolo Arci Pianacci…

Da dicembre, ogni sabato, dalle 15.30 alle 17.30, al Pianacci, nuove gratuite occasioni di divertimento per i più piccoli, curate da volontari di ARCI Genova

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Al Circolo ARCI Pianacci, a partire dal 2 dicembre, tutti i sabati, dalle 15.30 alle 17.30, i bambini e le bambine dai 5 ai 9 anni potranno contare su un nuovo, prezioso, gratuito supporto: grazie ai volontari di Arci Genova potranno infatti divertirsi con giochi, animazioni, laboratori artistici…ed altro ancora.

Questo nuovo servizio per i più piccoli, proposto il sabato dal Circolo Pianacci, va a completare l’offerta di servizi nel quartiere che, dal lunedì al venerdì, può già contare sulle attività proposte e gestite dal Centro Zenit e dalla Scuola della Pace.  

 

La riapertura del “bar Pianacci”

dopo circa quaranta giorni di lavori di ristrutturazione è stato riaperto il bar del Circolo Arci Pianacci, che si presenta ora con un nuovo, piacevole look

8 ottobre 2017

Ieri, nel tardo pomeriggio, è stato riaperto, con una nuova gestione, il bar del Circolo Arci Pianacci, con tanto di “taglio del nastro”.

I nuovi gestori, di loro iniziativa e con un impegno economico non indifferente, hanno ristrutturato a fondo il locale, che si presenta con un nuovo, piacevole look.

Un lavoro, a ritmi serrati, durati una quarantina di giorni, con una “conclusione” sul filo di lana, a pochi minuti dall’affollatissimo aperitivo offerto ai Soci ed al quartiere da un’emozionatissima Barbara Dellepiane.

Certo, nei prossimi giorni saranno necessari ulteriori ritocchi, al termine dei quali il Circolo potrà offrire ai più giovani un nuovo spazio, con attrattive ad uso gratuito, con l’auspicio che tutto il complesso dell’Area Pianacci, ed i suoi servizi, possano continuare ad essere un importante punto di riferimento per l’intero quartiere.

Tra i tanti intervenuti, è stato un piacere rivedere al Pianacci, dopo tanti anni una delle più importanti protagoniste dei primi anni di attività del Circolo Pianacci, Gianna Dapelo (accompagnata dal marito Gabriele e dal barboncino Achille).

Siamo molto grati a lei ed a Gabriele per esserci venuti a trovare, dopo tanti anni, proprio oggi…

 

 

Le figurine della Ceppions League 2017!

tutti, da piccoli, abbiamo sognato di avere, un giorno, la “nostra” figurina Panini…

Un po’ di lavoro notturno (fin quasi alle 4 di notte…), poi alcune ore oggi ed eccole lì, le “figurine” (tipo figurine Panini) della Ceppions League.

Erano state promesse, prima della finale…

Ed è pronto anche il poster!

La galleria fotografica
(cliccare su “mostra miniature” quindi, cliccando sulla prima foto, si apre la visualizzazione con ingrandimento)

 

il poster

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Il “ritorno” del Mago Fabius…

già nel 2010, in occasione del Ferragosto al Cep, aveva divertito grandi e piccini…il Mago Fabius è tornato, nel 2017…sempre bravo e simpatico!

12 agosto 2017

Ferragosto al Cep per i più piccoli…

Passano gli anni, cambiano i protagonisti (più piccoli) ma il “copione” del Ferragosto al Cep con il Mago Fabius (che era già venuto al Pianacci nel Ferragosto 2010) è piacevolmente immutabile…

i bambini all’inizio lasciano un po’ svogliatamente il loro “assalto ai gonfiabili”, quasi infastiditi…

si avvicinano allo “spazio magia” con l’atteggiamento (e forse, un po’, anche la convinzione…) che nulla potrà impressionarli…

poi, man mano che si susseguono i “giochi di magia” in cui Mago Fabius ne coinvolge alcuni, rendendoli protagonisti proprio della “magia”, ecco che gli sguardi degli altri si fanno progressivamente più attenti, poi stupiti…

e fioccano gli “oohh” di meraviglia ed anche gli applausi…

e la fotocamera trova una miriade di espressioni, simili a quelle degli spettatori che erano bambini nel 2010 (qualcuno, quelli che allora non avevano ancora 10 anni, è ancora qui…), immutabili, come la bravura e la simpatia del Mago Fabius…

Al termine ho chiesto ad Alessio:” Ti è piaciuto il Mago?” e lui, con atteggiamento deciso:”Sì, ho anche imparato molto…è facile!”…
impagabili!

ps: immutabili (e piacevoli) anche le richieste fioccate ieri così come fioccano anche nelle serate danzanti ed in altre occasioni: “Carlo, ce la fai una foto?”…

ed è un piacere accontentare le richieste ed arricchire, ancora di più, un archivio che dal 1997 ad oggi è già composto da migliaia di foto…

pronto ad alimentare il ricordo di chi non c’è più, a sorprendersi di quanto e come siano cresciuti quei bambini che qualche lustro fa partecipavano alla Ceppions League o ad altre iniziative ed ora tornano qui con i loro bimbi…

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I gonfiabili, il calciobalilla umano, il compleanno di Steven…

un Ferragosto al Cep molto intenso per i più piccoli: dal calciobalilla umano,  ai gonfiabili, dal Mago Fabius al compleanno di Steven…ed anche le mamme…

12 agosto 2017

…c’è il Ferragosto dedicato ai più piccoli…e non solo…

E “non solo” non è un modo di dire…

in attesa del via al “parco divertimenti di un pomeriggio” è bastato infatti che si materializzasse il pc del mago Fabius, collegato al suo impianto di amplificazione…

e parte un’improvvisazione, promossa da qualche mamma e rapidamente estesa anche ad alcuni dei più piccoli…

qualche brano musicale orecchiabile e ballabile e per una ventina di minuti eccoli tutti impegnati in uno “spazio ballo” improvvisato

poi il via al calciobalilla umano (uno spasso…), l’assalto al megagonfiabile (sempre apprezzato, lo sappiamo…), lo spettacolo del mago Fabius e la festa di compleanno di Steven Dellepiane (9 anni)…

Un festeggiamento già iniziato alcune ore prima, pochi secondi dopo la mezzanotte, al PalaCep, durante la serata danzante, e poi sviluppato in modo ufficiale nel corso di un pomeriggio in cui Steven è stato protagonista anche del primo numero di magia con il mago Fabius…

Proprio un bel pomeriggio intenso, piacevolmente intenso anche per noi…

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Cep Rap, non “solo” un evento musicale…

Cep Rap, non è stato “solo” un evento musicale; il Rap è genere che dà possibilità di espressione, anche in modo duro, ai giovani delle periferie urbane

Sabato 15 luglio 2017, l’area spettacoli del Circolo Arci Pianacci ed il PalaCep sono stati gioiosamente occupati da tantissimi giovani, accorsi per l’evento musicale che ha ospitato diversi ragazzi giovanissimi che fanno parte di un fenomeno ormai evidente: l’ascesa (a livello anche nazionale) dei rapper del ponente genovese.

Probabilmente non è un caso che i rapper genovesi siano tutti del ponente, probabilmente non è un caso che il movimento sia cresciuto e appaia oggi come compiuto e adulto.

Nel ponente genovese insiste la maggior parte degli edifici di edilizia popolari costruiti negli anni ‘60/’80 e questi ragazzi sono le seconde e terze generazioni che nascono e vivono in quei quartieri.

Non è un caso che la voglia di espressione e di identità di quei quartieri prenda la forma del Rap, genere e cultura musicale che, per propria natura, vuole dare possibilità di espressione, anche in modo duro, ai giovani e ha tra le proprie finalità quelle di rinnovare la cultura dove si si vive dando udienza e abitabilità a chi si sente messo da parte da decenni da maltarature urbanistiche, assenza istituzionale, marginalità dei servizi offerti.

L’evento, che per molti ragazzini del quartiere entrerà nel “diario” degli eventi memorabili, è stato ben organizzato da Festa del Sole e MAP eventi, con, tra gli altri, Milo Bernucci, Andrea Scardovi, Khalid Taiebi, Alessandro “FestadelSole”.

Sul palco si sono esibiti, tra gli altri, Nader Sha, Young Slash, Maison Cravasco, Vaz Te, Millon, Leless, DoppiaW, Adra e Flow, Cocodrill.

 

Galleria fotografica
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Il 18 luglio è stata pubblicata dall’Associazione LibriDa, un’interessante intervista, realizzata dalla scrittrice Alessandra Giordano in occasione dell’evento al PalaCep.

Cep Rap e schiaffi di freestyle è il titolo scelto dall’autrice, profonda conoscitrice del Cep, quartiere nel quale ha insegnato per diversi anni.

Tutta da leggere… (link) 
Questo il testo

CEP, CEP come Centro Elementi Positivi. Così cantava, anni fa e in occasione di piccole performance scolastiche, Khalid Taiebi e ora è riuscito a metterli in luce questi elementi positivi, a coordinare l’evento Cep Rap fungendo da ponte tra gli artisti e le associazioni che hanno dato vita a questa serata.

Vaz TeNader ShahYoung SlashMaison Cravasco,  AdraFlow,  DoppiaW,  Million,  Leless sono stati contattati da lui; è stato Khalid a svolgere gran parte del lavoro così noi ci siamo potuti concentrare sugli aspetti tecnici” rivela Ale dell’associazione Festa del Sole.

In effetti per organizzare eventi giovani ci vuole gente giovane, grintosa, vivace e attenta: Khalid è tutto questo e incontrarlo qui, alto e sicuro di sé, mi rende orgogliosa.

Mille vite fa ero la sua professoressa e lui era un ragazzino alla ricerca di se stesso; mille vite fa e Khalid che continua a cercare se stesso nel suo insieme di culture:

Marocco e Italia; Islam, Cristianesimo e Comunismo; cous cous, pesto e capponata.

Il ragazzo testimonia che, al di là del risultato delle ultime elezioni, dettato più dalla disperazione che dalla convinzione, l’integrazione a Genova è già stata raggiunta.

A differenza delle banlieues francesi o dei quartieri popolari inglesi in cui girano, sconvolti, i crack’s had.

Si tratta di un’integrazione palpabile, tangibile, creata da pionieri quali Carlo Besana, presidente del Circolo Pianacci e il  padre di Khalid, il signor Taiebi, che all’epoca coordinava la Comunità Islamica locale e da cui il ragazzo ha ereditato la capacità di concretizzare eventi.

“Io sono amico dei ragazzi  che cantano qui stasera, ho partecipato a vari live e così avevo ben chiare le esigenze degli artisti: le luci, la musica, tutto ciò che è necessario perché un live riesca”.

Ale Festa del Sole conferma: conoscere la zona, i ragazzi, il trap è stato fondamentale”.

Trap come Trap House, le casette popolari degli USA in cui la droga viene venduta e consumata; ma anche trap, dicono i Maison Cravasco, come trappola, ghetto:

‘sti  lampioni son le palme di Beverly Cep…le madri preoccupate le faranno sante/ voglio di più di quello che ho/prendere tutto ciò che si può.

Parole che sono pietre pesanti, vite vissute, perché?

“La nostra è una fotografia in musica della realtà che vediamo ogni giorno; nel quartiere in cui viviamo il disagio c’è e, anche se per molti sarebbe meglio non parlarne, noi vogliamo parlarne.”

Li guardo incuriosita; si chiamano Stefano Folli e Giacomo Cavallino, in arte noti come Levis x Fohx, e la loro musica viaggia al ritmo dei pensieri: malinconici, rabbiosi, sfuggenti, inchiodanti.

Le parole obbligano a pensare e sembrano volersi imporre all’ascolto di chi non pensa più. Forse perché la via sbagliata…

…vorrei dire la droga ma mi impappino perché ci sono dei bambini intorno.

Stefano mi guarda e coglie il pensiero:

“Non è la via sbagliata il problema ma quello che ci sta intorno.”

“C’è tutta una violenza intorno…e una ricerca frenetica del denaro a qualunque costo”, aggiunge Giacomo.

I loro pezzi non fanno sconti, non c’è buonismo, nessun perbenismo ma ritratti scavati negli occhi:

Qualcuno in casa sta latitando/ qualcuno in strada lo sta aspettando.

Si tratta di una condanna chiara che prende di mira forse, più che il quartiere, le istituzioni perché compari con destini amari nelle popolari […] già viviamo nell’ingiustizia.

Sono giovani e complementari i ragazzi che ho di fronte, uno bianco e uno nero ma fisicamente simili, quasi impastati l’uno nell’altro, del resto la strada genera fratelli.

Chiedo loro come descriverebbero Via Cravasco, considerata da Voltri già parte integrante del CEP nonostante lo stradario continui ad assegnarla alla costa e non al ghetto:

“Via Cravasco è la porta da oltrepassare, il punto di contatto tra una periferia proletaria e una ancora più dura. Noi siamo andati a scuola a Voltri ma conosciamo bene il mondo al di là di questa porta.”

Un mondo che sintetizzano in versi: una famiglia da mantenere/ un cliente da accontentare/con il rischio delle catene/ e degli anni da scontare […] speriamo nel ricorso.

Perché la scelta della musica?

Lo chiedo in maniera provocatoria in quanto in genere, qui in quartiere, i più si orientano sul calcio o sul parkour.

Si guardano cercando di non ridere:

“Sul calcio eravamo un po’ scarsi.”

Poi il biondo aggiunge:

“A parte questo, la musica è un modo per raggiungere più fasce d’età, per raccontare la verità anche ai giovani”.

Più dura ancora, caratterizzata da una struttura ritmica sincopata, tagliente, che ti mette con le spalle al muro, è la musica di un altro artista, uno che quella porta è riuscito a sorpassarla a differenza di altri: “perché troppi, nascono, crescono e muoiono senza mai uscire dal quartiere”.

Si tratta di DoppiaW, al Palacep per il suo primo live (o forse si dice la sua prima live?) nella vita di tutti i giorni è Raffaele Lo Russo.

Il volto, dolcissimo, contrasta con la musica spietata, con le parole aggressive che scolpiscono volti, stade, scelte.

“Aggressivo sì, ma solo nel freestyle; mi piace essere rispettato ma senza fare il prepotente: c’è una bella differenza tra il rispetto e la paura.”

Io conosco il freestyle dell’ hip hop, non sapevo fosse legato anche al trap.

Mi spiega che il freestyle è un pezzo senza ritornello, senza cantilene orecchiabili; queste servono al rap dei figli di papà, a quelli che accettano, tramite la loro musica, di cantare ciò che il pubblico si aspetta.

“Il vero riconosce il vero e, benché io non condanni i figli di papà perché son più fortunati di noi, so che senza la strada e senza la sofferenza non ci può essere vero trap. Quest’ultimo nasce dalla povertà e la povertà ti priva di tutto, tranne che degli amici”.

Siamo vestiti senza tessuti/pensaci bene non siam mai caduti.

Aggiunge che a cadere ci vuole un attimo, è troppo semplice in questo quartiere che ti illude sul denaro

facile e in cui spesso si muore troppo giovani, si va dentro troppo giovani:

le brutte cose ti cambiano in meglio/ora scegli bene cosa ti conviene.

Ogni frase è una sentenza in musica,  DoppiaW ti spiega che il ghetto è questo:  prendere o lasciare.

“Io faccio rap da poco tempo; per i testi non ho attinto soltanto alle mie esperienze ma sono stato influenzato dalla musica di Marsiglia e di Lione.”

Gli chiedo di spiegarsi meglio poiché io non conosco l’argomento in maniera approfondita, conosco il rap di Fedez e di J-Ax.

Non commenta ma, con pazienza, spiega:

“Ogni pezzo deve durare poco ma essere d’impatto, parte deciso e spacca”.

Faccia dipinta di sangue/descrivo tua madre e le sue mutande.

Vivo per quello che mi hanno tolto/sempre incazzato mai stato coinvolto.

Spacca il silenzio, è evidente.

Oltre alla rabbia, nei pezzi di Raffaele, è presente anche il monito: non si può raccontare ciò che si vede eppure bisogna scuotere le coscienze, uscire in qualche modo dall’omertà; DoppiaW trova la via e ce lo dice in quel suo modo incalzante, fatto di suoni elettronici e parole-schiaffo: vedo, non vedo; no no non si vede.

Un verso forte e che può essere interpretato in più modi, l’inequivocabile descrizione di ciò che non può essere detto e che non può essere negato.

Gli chiedo come definisce il suo quartiere, cosa odia e cosa ama:

“Mi piace definirlo poverich, è una definizione dell’Equipe 84 ma la sento molto mia: povero perché i soldi non ci sono e devi lottare per salire ogni scalino, ricco perché sulla strada impari i veri valori e capisci che l’amicizia non ha prezzo, diviene un legame di sangue: sbagli insieme, ti rialzi insieme e se qualcuno non si rialza non lo abbandoni.”

Per chi nasce su questa collina dormitorio, in cui amianto e cemento spadroneggiano, è chiaro da subito che le possibilità di vita non sono le stesse dei quartieri residenziali; è incredibile come pochi chilometri segnino la differenza tra la vita e la morte, tra la gioia e la disperazione. Sembra che la speculazione edilizia abbia deciso di imprigionare i “terroni” in luoghi privi di speranza.

La situazione del quartiere viene inquadrata da Gianni De Gregorio, l’Efesto dei panini: “Queste serate sono belle ma fuori dalla Pianacci permane il buio; io che dormo poco, vedo di notte la gente che rovista nei cassonetti; si tratta di padri che hanno perso il lavoro e a cui l’attuale società non rivolge neppure uno sguardo”.

Questi giovani hanno guardato e hanno reagito, sono riusciti a trasformare il limite della povertà in risorsa artistica e il trap di DoppiaW, di Maison Cravasco e di tutti coloro che hanno partecipato a questa serata, indica che una via d’uscita c’è.

Il vento del Turchino e il mare lontano, a scaglie, ora raccontano che tra il mondo degli adulti e il mondo dei giovani ci può essere condivisione, che i quartieri popolari non sono luoghi di perdizione ma fucine d’arte.

A fine anno, l’ultimo per me come insegnante al Cep, un alunno mi ha detto: “è l’individuo a determinare la sua sorte, puoi sempre scavalcare il muro e diventare più forte persino degli altri, di quelli nati in quartieri residenziali che magari conoscono i libri ma non la vita. Per muro intendo l’ignoranza o la violenza, che per molti sostituisce la parola che manca e allora la rabbia diviene l’unico modo per emergere sugli altri, più sei arrabbiato, più sei forte.”

La parola ora c’è e sono stati Milo Bernucci e Andrea Scardovi a renderla concreta:

“Conoscevamo i ragazzi già dai tempi del calcio, eravamo certi che avrebbero trovato uno spazio per esprimersi” a parlare è Milo Bernucci, racconta come è nato il Cep Rap e perché lui e Scardovi si sono sentiti di dar fiducia a questi giovani; specifica poi che “senza Khalid, senza Pietro e Alessandro di Festa del Sole l’evento non sarebbe stato possibile”.

Infine precisa che il ricavato serve sia per coprire le prese sia per dar vita a un nuovo evento.

Andrea Scardovi mi racconta come si viene a costituire la M.A.P Eventi, ritiene che la serata sia stata un successo in quanto alla Pianacci erano presenti quattrocento giovani “ma”, aggiunge, “sono sicuro che avrebbero potuto essere di più; il CEP fa ancora un po’ paura e il nostro obiettivo è quello di abbattere questo pregiudizio.”

Carlo Besana, che ha curato i rapporti con la società di pattinaggio e con la stampa, era contento, l’aria del CEP gli era mancata per troppo tempo.

Alessandra Giordano