Ci sono muri che dividono.
E poi ci sono muri che raccontano, accolgono e fanno nascere nuove idee.
Da questo fine settimana l’Area Pianacci ne ha uno in più: un murale che trasmette colore, leggerezza e voglia di vivere, realizzato dall’artista milanese Paolo Bordino, in arte Pao, uno dei nomi più rappresentativi dell’arte urbana italiana.
La sua realizzazione ha concluso il percorso del progetto “Caleidoscopio della Partecipazione”, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il bando “Scuola di Politica”.
Ma questo murale è molto più di un’opera d’arte.
È il risultato di un percorso condiviso, nato dall’ascolto e dal confronto con i giovani e con le realtà del quartiere, un percorso di confronto, ascolto e riflessione sul tema della partecipazione.
Proprio da qui è maturata la scelta di realizzare un murale capace di trasmettere un messaggio di energia, vitalità e positività, senza essere legato a un tema specifico, ed è nata la scelta di affidare l’opera a Pao, artista riconosciuto per il suo linguaggio immediato, ironico e fortemente comunicativo.
Insieme si è scelto di non raccontare un tema preciso, ma di lasciare spazio a qualcosa di ancora più universale: la gioia, l’energia, la speranza. Perché, in un quartiere troppo spesso raccontato soltanto attraverso le sue difficoltà, anche un’esplosione di colori può diventare un messaggio potente.
Non servono sempre slogan.
A volte basta un sorriso dipinto su un muro per ricordare che un luogo può cambiare anche attraverso la bellezza.
L’arte del writing rappresenta una delle forme di espressione più autentiche della cultura urbana contemporanea: un linguaggio capace di parlare ai giovani, di trasformare lo spazio pubblico in luogo di creatività, partecipazione e appartenenza.
Per questo il Pianacci ha scelto di investire sull’arte urbana già a partire dal 2010, promuovendo laboratori, coinvolgendo writer di rilievo nazionale e locale e costruendo, anno dopo anno, un percorso che ha trasformato i muri dell’Area Pianacci in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto.
All’interno di questo cammino, nel 2020, è nato un progetto destinato a lasciare il segno anche a livello cittadino: in via Novella sono stati realizzati i primi muri di libera espressione di Genova, centinaia di metri lineari di superfici dove chiunque può sperimentarsi legalmente nell’arte del writing.
Un’iniziativa pionieristica che ha riconosciuto la street art non come un problema da contenere, ma come una forma di espressione da valorizzare, offrendo ai giovani uno spazio libero, legittimo e condiviso in cui lasciare il proprio segno.
L’opera di Pao (come sempre supportato dalla collaborazione della moglie, Laura Pasquazzo) si inserisce oggi in questo percorso lungo oltre quindici anni, arricchendo una collezione permanente che comprende i lavori di Weik, Mr Wany, Enrico Macchiavello, Drina, GiulioGol, Web 3 e di molti altri artisti che, nel tempo, hanno contribuito a fare del Pianacci uno dei principali punti di riferimento dell’arte urbana a Genova.
Alcuni murales, come quelli della BDS Crew e di Asker, hanno accompagnato una fase importante di questo cammino e oggi hanno lasciato spazio a nuove opere, nel naturale processo di evoluzione di un museo all’aperto che continua a rinnovarsi senza perdere la propria identità.
Ogni nuovo murale cambia un pezzo di paesaggio.
Può restituire orgoglio, creare relazioni, far nascere curiosità.
Può invitare a fermarsi, a parlare, a immaginare, può anche cambiare il modo in cui quel quartiere guarda se stesso.
È questo il significato più profondo dell’opera di Pao: non “soltanto” un muro dipinto, ma un altro tassello di una storia che il Pianacci continua a scrivere, dimostrando che la bellezza può essere un gesto quotidiano e la partecipazione un’opera collettiva.










































