Il “nostro” Ginkgo Biloba in una insolita inquadratura serale, visto dallo spazio giochi del Circolo ARCI Pianacci.
Una bella foto del nostro socio Giorgio Turolla.


C'E' Posto per tutti
Il “nostro” Ginkgo Biloba in una insolita inquadratura serale, visto dallo spazio giochi del Circolo ARCI Pianacci.
Una bella foto del nostro socio Giorgio Turolla.

I dati rilevati ieri dalla centralina dell’Osservatorio Meteo Genova CEP Pianacci (a sinistra nella foto) sono inequivocabili: in poche ore sono caduti 174mm di pioggia, quasi quanto in un mese (206,7 mm, mentre nell’anno sono 1248)…
il Ponente cittadino è stato flagellato da pioggia torrenziale, vento, anche tromba d’aria (a Pegli) ma il nostro Gingko Biloba, imperturbabile, non patisce alcunché, e continua a far risplendere il giallo vivo delle sue foglie a forma di ventaglio all’interno del parco del Circolo ARCI Pianacci.
D’altro canto il ginkgo (in Giappone) è chiamato “albero di capelvenere” o ichou, da tempo simbolo di pazienza, speranza e pace, in particolare all’indomani del bombardamento di Hiroshima, in cui un albero di ginkgo solitario sopravvisse alla devastazione.
Un albero di questa tempra (in realtà è considerato un “fossile vivente”) mica può farsi impressionare da un “banale” maltempo, per quanto nel “famigerato” Cep…
Da pochi giorni, come ogni anno, le sue foglie verdi sono virate velocemente a questa splendida tonalità di giallo.
Fra qualche giorno, come ogni anno, in poche ore (48/72) tutte le foglie gialle cadranno quasi simultaneamente, per riaprire un nuovo ciclo che si concluderà fra un anno…
è il segno della vita che continua e che incoraggia a superare, con tenacia e pazienza, le difficoltà quotidiane.
Un simbolo anche per i cittadini residenti sulle alture di periferia, spesso non in cima ai pensieri delle amministrazioni cittadine, e da sempre “allenati” a superare, ogni giorno, diverse forme di difficoltà…

Oggi, in tutto il mondo, è stato ricordato il tragico 6 agosto del 1945, esattamente 80 anni fa…
il giorno in cui Hiroshima fu letteralmente distrutta dalla bomba atomica, che qualche giorno più tardi fu sganciata, con stessa sorte, anche su Nagasaki.
L’unica forma di vita che riuscì a sopravvivere fu quella del Gingko Biloba.
Alcuni alberi di Gingko, nonostante fossero vicini all’epicentro dell’esplosione, rimasero in piedi e, dopo la distruzione, rigermogliarono, diventando un simbolo di speranza per la città e per il Giappone intero.
Molte città in questi anni, ed anche oggi, hanno voluto testimoniare la loro vicinanza proprio piantando alberi di Gingko Biloba.
Un albero che, per un mistero ancora irrisolto, è da alcuni anni presente nel parco dell’area Pianacci, a pochi metri dall’ingresso del circolo.
Durante l’anno sembra un albero “normale”, con i rami ricchi di foglie verdi.
Poi, più o meno nel mese di novembre, in un paio di giorni tutte le foglie si colorano di un giallo dorato, impossibile non notarle…
una meraviglia, soprattutto nel contrasto con le vicine bacche rosse del cotognastro…
Una meraviglia che dura pochi giorni, perché improvvisamente, quasi fossero tutte guidate da un telecomando, le foglie gialle cadono, tutte, quasi in contemporanea…
Mi piace pensare che, anche per il nostro quartiere così come per il Giappone, questo straordinario prodotto della natura, misteriosamente comparso nel nostro parco, possa simboleggiare capacità di sopravvivenza, resilienza e rinascita…
fortunatamente, per noi, non alle terribili conseguenze della bomba di Hiroshima ma a quelle perpetrate da anni di colpevole “disattenzione” da parte delle diverse Civiche Amministrazioni, in tutte le loro componenti…

Lo so, mi ripeto…
non dico ogni anno ma quasi…
la prima volta fu nel 2019, quando mi azzardai ad affermare “al Pianacci qualsiasi cosa non è mai una cosa qualsiasi”…
e vale anche per gli spettacoli offerti dalla natura…
infatti, quando in città piove e fa freddo, al Cep fa più freddo e tutto sembra più grigio…
quasi tutto…
non al Pianacci almeno…
non per questo meraviglioso albero dalle foglie gialle che è cresciuto proprio davanti all’ingresso del Bar Pianacci…
il giallo delle sue foglie ed il rosso delle bacche del cotognastro sono uno spettacolo anche quando piove…
nel 2019, mosso da comprensibile curiosità, decisi di fare una ricerca sul web…
e scoprii che questo stupendo albero dalle foglie gialle è un Gingko Biloba che, con la fantastica puntualità di cui è capace la natura, nel mese di novembre subisce una rapida trasformazione…
improvvisamente le foglie verdi, da poco spuntate sui rami, lasciano spazio allo spettacolare giallo intenso che, come detto, crea un bellissimo contrasto con le rosse bacche del cotognastro…
uno spettacolo che però sarà possibile ammirare per un brevissimo periodo…
improvvisamente, infatti, dopo pochissime settimane, le foglie gialle cadranno, tutte insieme, lasciando completamente spoglio l’albero e questo spettacolo naturale tornerà a farsi desiderare, come una primadonna…
ed il Gingko Biloba è in effetti, in natura, una primadonna…
è infatti un’antichissima pianta le cui origini risalgono a 250milioni di anni fa, unica specie sopravvissuta delle Gingkoaceae e per questo considerata un fossile vivente…
è una pianta resistentissima…
nel 1945, nei giardini di Hiroshima bruciata dall’atomica c’erano alberi di Ginkgo biloba e alcuni si trovavano proprio nel punto dell’esplosione.
Ebbene nella primavera successiva i monconi di questi alberi furono i primi e gli unici a emettere foglie.
Per questo fatto in Oriente e negli Stati Uniti Ginkgo biloba è divenuto l’albero simbolo di rinascita, come da noi, da millenni, è considerato l’olivo…
eh, niente…è proprio vero…
al Pianacci qualsiasi cosa non è mai una cosa qualsiasi…








Puntuale, con la fantastica puntualità di cui è capace la natura, ecco la rapida trasformazione (un mese, da sinistra a destra nella foto) della pianta di Gingko Biloba (una pianta rarissima) che fa bella mostra di sé accanto al vialetto del Circolo ARCI Pianacci.
Improvvisamente le foglie verdi lasciano spazio ad un colore giallo intenso, che crea un bel contrasto con le rosse bacche del cotognastro.
Uno spettacolo che sarà possibile ammirare per un brevissimo periodo, facendosi poi desiderare, come una primadonna…
ed il Gingko Biloba è in effetti, in natura, una primadonna…
è infatti un’antichissima pianta le cui origini risalgono a 250milioni di anni fa, unica specie sopravvissuta delle Gingkoaceae e per questo considerata un fossile vivente…
è una pianta resistentissima…
nel 1945, nei giardini di Hiroshima bruciata dall’atomica c’erano alberi di Ginkgo biloba e alcuni si trovavano proprio nel punto dell’esplosione.
Ebbene nella primavera successiva i monconi di questi alberi furono i primi e gli unici a emettere foglie. Per questo fatto in Oriente e negli Stati Uniti Ginkgo biloba è divenuto l’albero simbolo di rinascita, come da noi, da millenni, è considerato l’olivo.
Come già detto in passato…
al Pianacci qualsiasi cosa non è mai una cosa qualsiasi…
17 novembre 2021
Lo so, rischio di essere monotono…
però, ogni che volta che passo dalle parti del “nostro” Gingko Biloba mi vien voglia di fotografarlo…
sempre più luminoso, e purtroppo sempre più vicino il momento in cui cadranno tutte le magnifiche foglie gialle…
in attesa del prossimo anno…


