Non c’era la “folla delle grandi occasioni”, ieri sera, al PallaCep, per lo spettacolo della “Back Yaye Family”…
poche decine di spettatori ma chi c’era non si è affatto annoiato, anzi…
quasi due ore ininterrotte dettate dai ritmi dei percussionisti africani, dalla dolcezza della “Kora”(un elegante strumento a metà tra un’arpa ed un liuto, originario dell’Africa occidentale) e da un curioso “xilofono africano” (realizzato con tasti in legno e “zucche armoniche”), con le irruzioni danzanti di maschere tribali…
Uno spettacolo che ha coinvolto anche i bambini presenti, rendendoli protagonisti di un intermezzo gioioso sulla pista con le maschere tribali, cui si è aggiunta la performance della “nostra” Nina, invitata a salire sul palco per ballare con gli scatenati percussionisti…
e lei, ma non avevamo dubbi in proposito, non se l’è fatto ripetere due volte, festeggiando in anticipo di poche ore il suo 82^ compleanno (li compie oggi!).
Uno spettacolo (con musicisti originari di Senegal, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Mali e Guinea, magistralmente diretti da Cheick Fall) di grande qualità, che avrebbe decisamente meritato una platea più numerosa.
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Alcuni cenni sui due particolari strumenti:
_La kora è uno strumento musicale tradizionale dell’Africa occidentale, particolarmente diffuso in paesi come Senegal, Gambia, Mali e Guinea. Ha 21 corde e combina caratteristiche di arpa, liuto e arpa-cetra. La cassa di risonanza è realizzata con una grande zucca essiccata (calabash) ricoperta di pelle animale. Le corde vengono pizzicate con pollici e indici di entrambe le mani. La kora è strettamente legata alla figura dei griot, i cantastorie e custodi della memoria delle comunità dell’Africa occidentale. I griot tramandano oralmente la storia, le genealogie e le tradizioni attraverso il canto accompagnato dalla kora. Il suo timbro è delicato, cristallino e molto melodico, spesso paragonato a quello di un’arpa. È utilizzata sia per accompagnare il canto sia come strumento solista.
_il termine “xilofono” significa “suono di legno” ed infatti non a caso lo xilofono africano prende il nome dal suono che produce. Le prime versioni dello xilofono africano, le cui origini risalgono al 500 d.c., sono state realizzate mettendo insieme legno e zucche. Gli abitanti del villaggio arrostivano il legno e modellavano le singole barre per ottenere il tono desiderato. Dopo aver modellato il legno, sceglievano con cura zucche (con funzione di risonatori), per accompagnare le dimensioni delle barre di legno e ottenere la chiave necessaria. Con la cera di vespa veniva regolato il tono dei tasti dello strumento alla bocca della zucca (forata per evitare un suono troppo secco). Con foglie gommose ricavate da piante selvatiche e striscianti venivano invece create le mazze usate per colpire il legno.
“Pelli, popoli, percussioni”, promosso ed organizzato dall”Associazione Culturale Echo Art, è uno dei progetti vincitori dell’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a sostegno di attività di spettacoli dal vivo destinati ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative da realizzarsi nelle aree periferiche della città di Genova.
Dall’11 al 13 giugno il PalaCep ospiterà tre straordinari spettacoli, ad ingresso gratuito, grazie alla rassegna “Pelli popoli, percussioni” promossa ed organizzata dall’Associazione Culturale Echo Art.
Questo il programma.
PELLI POPOLI PERCUSSIONI – Trasformazioni ritmiche di quartiere PalaCep – Area Pianacci, Genova Pra’
INGRESSO GRATUITO
11 Giugno | Ore 21.00 KYOSHINDO Il possente suono dei tamburi taiko giapponesi.
12 Giugno | Ore 21.00 BAKH YAYE FAMILY Ritmi dalle percussioni del Senegal, Burkina Faso e Mali.
13 Giugno | Ore 21.00 LE TARANTELLE PIZZICHE Dal Salento, le vorticose danze e ritmiche del tarantismo.
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“Pelli, popoli, percussioni”, promosso ed organizzato dall”Associazione Culturale Echo Art, è uno dei progetti vincitori dell’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a sostegno di attività di spettacoli dal vivo destinati ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative da realizzarsi nelle aree periferiche della città di Genova
Ospitare il Premio Strega Giovani 2026 al PalaCep è stato motivo di grande soddisfazione e di autentico orgoglio per tutta la comunità.
Un evento di così alto profilo culturale ha rappresentato un importante riconoscimento per il territorio, dimostrando come anche una realtà periferica possa diventare protagonista del panorama culturale nazionale.
Particolarmente significativa è stata l’eco mediatica generata dall’iniziativa: una rassegna stampa ampia e qualificata, con articoli, servizi e approfondimenti pubblicati da testate locali e nazionali, ha portato il nome del Cep e di Genova all’attenzione di lettori e appassionati in tutta Italia.
Una copertura che ha attraversato idealmente l’intero Paese, dallo Stivale alle isole, valorizzando non solo l’evento ma anche il percorso di crescita culturale e sociale che il territorio sta costruendo negli anni.
La presenza del Premio Strega Giovani al PalaCep ha confermato il ruolo della cultura come strumento di inclusione, partecipazione e sviluppo, lasciando in eredità una forte consapevolezza: anche nei quartieri più complessi è possibile realizzare appuntamenti di eccellenza capaci di attirare attenzione, creare opportunità e generare un racconto positivo condiviso a livello nazionale.
Qui di seguito la rassegna stampa che siamo riusciti a recuperare
23 maggio 2026
Cultura, lo Strega sceglie il Palacep per l’assegnazione del “premio giovani”
Il Premio Strega Giovani parla genovese almeno nel luogo della proclamazione.
È stato Infatti il PalaCep Pianacci a ospitare l’annuncio del vincitore della tredicesima edizione del riconoscimento promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento, con Bper Banca partner, Rai media partner,Librerie Feltrinelli e Sygla sponsor tecnici.
A vincere è stato Michele Mari con il romanzo “I convitati di pietra”, pubblicato da Einaudi, scelto da una giuria composta da ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 114 scuole secondarie di secondo grado in Italia e all’estero.
Il libro di Michele Mari ha ottenuto 83 preferenze su 579 voti espressi, superando “Occhi di bambina” di Marco Vichi, edito da Guanda, secondo con 74 voti, e “Donnaregina” di Teresa Ciabatti, pubblicato da Mondadori, terzo con 65 voti.
I primi tre classificati ricevono anche un voto valido per la designazione dei finalisti al Premio Strega, confermando il peso del giudizio dei lettori più giovani nel percorso che porta alla selezione conclusiva del premio letterario più noto del Paese.
Il nome del vincitore è stato annunciato dalla sindaca Silvia Salis durante l’incontro condotto da Loredana Lipperini, realizzato con il patrocinio della Camera dei deputati e del Comune di Genova.
Alla giornata hanno partecipato l’assessore comunale alla cultura Giacomo Montanari, il direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci Stefano Petrocchi, il presidente di Strega Alberti Benevento Giuseppe Davino e Giuseppe La Boria, direttore regionale Liguria Piemonte di Bper Banca.
«La cultura deve essere ovunque e le opportunità devono esserci per tutti. Per questo è importante portare qui questo premio – e ringrazio di cuore tutte le realtà che hanno creduto in questo percorso condiviso – per parlare ai giovani in un momento in cui troppe volte diciamo che le nuove generazioni non hanno mai tempo, che sono assorbite dal mondo digitale. La lettura è uno strumento democratico per conoscere il mondo: occorre prendersi del tempo per leggere storie in cui potersi riconoscere, per immaginare»ha detto Salis.
«Ospitare a Genova la finale del Premio Strega Giovani è motivo di orgoglio per la nostra città, significa accogliere uno dei percorsi più importanti della cultura letteraria italiana, dando centralità alla voce di ragazze e ragazzi. Ma lo è ancora di più per la scelta di portare un’iniziativa culturale di questo valore al Cep – ha aggiunto la sindaca – questo premio ci ricorda che la cultura per i giovani non deve essere un’offerta passiva, ma un terreno di protagonismo. L’amministrazione comunale deve vedere i giovani, parlare con loro. Genova ha un’età media tra le più alte d’Europa e i giovani non devono sentirsi isolati o non visti: non possiamo permetterci di perderli; momenti come questo sono importanti e sono un’opportunità anche per la città e per il Paese».
«La cultura – ha concluso Salis – sa parlare alle nuove generazioni quando decide di prenderle sul serio, dando loro oltre al piacere di leggere, anche la responsabilità e il potere di valutare, scegliere ed esprimere un’opinione. Una città che sa ascoltare i giovani e porta cultura nei suoi quartieri è una città aperta e capace di immaginare il suo futuro».
Il valore simbolico della scelta del PalaCep è stato sottolineato anche dal presidente del Municipio Ponente Matteo Frulio, che ha rivendicato il percorso avviato a inizio mandato per portare eventi culturali di livello nei quartieri più lontani dal centro.
«Avevamo un obiettivo preciso e oggi si è concretizzato, anche se per noi è soprattutto un punto di partenza», ha spiegato Matteo Frullo, ricordando che troppo spesso dalle cosiddette periferie ci si sposta verso il centro per assistere agli eventi, mentre l’amministrazione municipale voleva provare a ribaltare lo schema: portare al Cep non solo iniziative, ma persone, attenzione e qualità. Secondo il presidente del Municipio Ponente, l’arrivo del Premio Strega Giovani al PalaCep è stato possibile grazie al lavoro della sindaca Silvia Salis, dell’assessore comunale alla cultura Giacomo Montanari, degli uffici del Municipio Ponente, della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e dell’organizzazione del Premio Strega, che ha scelto il quartiere nell’ambito del progetto “Storie di Periferia”.
Matteo Frulio ha ricordato anche il lavoro svolto nei mesi precedenti alla Biblioteca Rosanna Benzi e alla scuola Firpo, con i laboratori di scrittura e lettura che hanno coinvolto gli studenti del territorio.
Il presidente ha ringraziato lo staff municipale, il Consorzio Pianacci, Carlo Besana, Enrico Testino, l’assessora municipale Annalaura Ghigliotti e i consiglieri comunali Claudio Chiarotti e Donatella Alfonso per il sostegno al progetto.
«Non è importante portare cose al Cep, ma portare le persone al Cep e cambiare i paradigmi», ha aggiunto Frulio, indicando negli eventi condivisi e di qualità uno strumento per superare luoghi comuni, cambiare lo sguardo sulla periferia e costruire nuove occasioni di partecipazione.
Durante l’evento è stato consegnato anche il Premio Strega Giovani per la migliore recensione. A riceverlo è stato Brando Mazzella, studente dell’Istituto di istruzione superiore Cristofaro Mennella di Ischia, autore di un testo dedicato proprio a “I convitati di pietra”. La recensione è stata selezionata tra oltre 300 elaborati e al vincitore sarà assegnato un buono libri del valore di 500 euro. Nel brano premiato, il romanzo di Michele Mari viene letto come una riflessione sulla memoria, sull’identità collettiva e su una classe liceale che trasforma il proprio legame in un meccanismo di competizione e attesa, dove il tempo scolastico continua a proiettare ombre sul futuro.
La giornata al PalaCep è stata anche l’occasione per assegnare il Premio Leggiamoci 2026, nato sulla piattaforma Leggiamoci.it, progetto promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e dal Centro per il libro e la lettura, con Bper Banca come partner, in collaborazione con Tirreno Power e il Festival “42 gradi, idee sostenibili” della libreria Vecchie Segherie Mastrototaro. A vincere è stata Anna Bicchieri, del liceo Ludovico Ariosto di Ferrara, con il racconto “Patrick”. L’annuncio è stato dato da Rossella Pace, responsabile scuole del Centro per il libro e la lettura. La vincitrice seguirà un corso di scrittura offerto da Bper Banca. La commissione ha premiato “Patrick” per la capacità di partire da un evento traumatico, il suicidio di un ragazzo della scuola, e trasformarlo in una riflessione sulla vita, sull’incapacità di vedere davvero gli altri e sulla necessità di guardare anche dentro sé stessi. Al secondo posto si è classificata Alice Filippi, del liceo Giovenale Acina di Fossano, con “Che storia è questa?”. Terzi, a pari merito, Sofia Gargano del liceo Giulio Cesare di Roma con “Dove cadono i fiori” e Gael Melia, della secondaria di primo grado di Bracciano, con “Terra”. Una menzione speciale è andata a Jasmine Bianciardi, dell’istituto Emilio Sereni di Cardito, per il racconto “Rua Pinto”.
Il PalaCep ha ospitato anche la musica di Guesan, rapper del collettivo Wild Bandana, che ha proposto un brano inedito, “Case cartoni”. La sua presenza ha legato il tema letterario a quello del territorio: la sua musica è stata influenzata dal Cep, quartiere in cui ha vissuto i primi anni dell’infanzia, e dall’incontro con la poesia di Giorgio Caproni.
Un collegamento non casuale, dentro una giornata che ha voluto portare al centro il rapporto tra scrittura, periferie, memoria dei luoghi e nuove generazioni.
L’incontro ha infatti permesso di raccontare anche la seconda edizione del progetto “Storie di periferia. Riportare le periferie al centro della storia”, promosso dalla Fondazione Bellonci con il sostegno di Enel Cuore, ente filantropico del gruppo Enel, e con la collaborazione speciale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie.
Sono intervenuti, in collegamento, il presidente della commissione Alessandro Battilocchio e il consigliere delegato di Enel Cuore Andrea Valcalda.
In questa seconda annualità il progetto ha coinvolto anche Genova Prà, con sessanta studenti degli istituti Bergese e Lanfranconi impegnati in un percorso ospitato dalla Biblioteca Benzi. Con le tutor Viola Lo Moro e Alma Spina, entrambe poete, ragazze e ragazzi hanno lavorato sulle forme della scrittura, dal racconto alla poesia fino alla metrica delle barre rap, incontrando ospiti come Daria Bignardi, Carmen Gallo e Murubutu.
Il progetto ha interessato anche Caivano, in provincia di Napoli, e Tor Bella Monaca, a Roma, dove il lavoro si è concentrato sullo spazio scenico, sul corpo e sulla relazione tra movimento e scrittura. I laboratori si sono svolti al Teatro comunale Beppe Vessicchio di Cardito con lo scrittore Massimiliano Virgilio e al Teatro di Tor Bella Monaca con le scrittrici e sceneggiatrici Elisa Casseri e Carlotta Corradi. Tra gli ospiti intervenuti nel percorso figurano il drammaturgo, attore e regista Fausto Paravidino, l’attrice Miriam Candurro e lo scrittore Lorenzo Pavolini.
La scelta del PalaCep per la proclamazione del Premio Strega Giovani ha dato all’evento un significato ulteriore: non solo una cerimonia letteraria, ma un modo per portare libri, scrittura e confronto culturale in un luogo simbolico della città, dentro un percorso che prova a mettere le periferie al centro del racconto pubblico.
Usciamo felici, un po’ frastornati, dal prestigioso evento ospitato ieri al PalaCep: il “Premio Strega Giovani 2026”.
Abbiamo ricevuto moltissimi complimenti, a partire dai vertici dell’organizzazione del Premio, e una risonanza mediatica amplissima, dalle testate locali a quelle nazionali, che andremo ad archiviare sul nostro sito nei prossimi giorni.
Un’eco che ci ha fatto rivivere le emozioni di qualche lustro fa, in occasione della mitica serata con Celentano, Antonacci, Paoli, Grillo e Don Gallo: anche allora la rassegna stampa travalicò con forza i pur importanti confini locali.
Nulla, però, accade “per caso”.
Eventi di questa portata non si costruiscono né si gestiscono da soli: hanno bisogno di una rete variegata di sostegni. Il “Premio Strega Giovani 2026” non fa eccezione.
I meriti vanno condivisi con tutte e tutti coloro che lo hanno reso possibile, a cui va il nostro infinito grazie di cuore.
Un ringraziamento speciale alla Fondazione Bellonci, che ogni anno rinnova la grande intuizione di Maria Bellonci: nel 1947 diede vita a un premio letterario che, grazie al mecenatismo di Guido Alberti, prese il nome del liquore di famiglia, diventando nel tempo uno dei più prestigiosi riconoscimenti italiani.
Per la proclamazione del vincitore del “Premio Strega Giovani 2026” la Fondazione ha scelto Genova, con particolare attenzione al nostro quartiere e al PalaCep. Non possiamo che essere loro grati per questa scelta.
Una decisione subito accolta e sostenuta dal Comune di Genova e, in particolare, dal Municipio VII Ponente, che ha seguito e supportato, per quanto di competenza, l’intero percorso fino alla conclusione dell’evento.
Il nostro grazie più sincero va alla squadra “capitanata” dal Presidente Matteo Frulio e, in particolare, a Daniela Somaglia, indicata dal Municipio come nostro concreto punto di riferimento, ed Elisa Roggerone.
L’attenzione dell’Amministrazione comunale è stata ulteriormente suggellata dalla presenza della Sindaca Silvia Salis, dell’Assessore alla Cultura Giacomo Montanari, e dei consiglieri comunali Claudio Chiarotti e Donatella Alfonso (sperando di non dimenticare nessuno), oltre a una folta delegazione del Municipio VII Ponente.
Un grazie sentito anche alla nostra squadra: Pamela, Andrea e Susanna si sono occupati non solo dell’attività del bar ma hanno anche supportato l’attività con del servizio catering per gli ospiti (piatti squisiti) curato dall’Associazione Tabacca, guidata da Giorgia Bocca.
Durante la premiazione, la nostra educatrice Aurora si è presa cura dei minori presenti all’Area Pianacci, vigilando con discrezione affinché la loro simpatica esuberanza non intralciasse lo svolgimento della cerimonia.
Un plauso infine allo staff manutenzione del Pianacci che, nei giorni precedenti, si è impegnato oltre i normali orari per rendere gli spazi esterni il più accoglienti possibile, occupandosi anche della posa delle 450 sedie (con 430 persone presenti) e, a premiazione conclusa, del loro rapido stoccaggio oltre le ringhiere della pista da pattinaggio.
In copertina, dunque, va la loro foto: il privilegio non è tanto la mia presenza, quanto quella della Sindaca Silvia Salis.
Da sinistra: Adama, Othmane, Mario, Silvia Salis, io, Vittorio e Salvatore (oltre ad Abdul e all’altro Salvatore, non presenti nello scatto).ps: l’evento è capitato, casualmente, in un giorno particolare per noi…
ieri era infatti il compleanno del nostro presidente Franco Farfarini, oggi è quello del Vice Presidente Enrico Testino…
Giornata davvero speciale oggi alle 15 al PalaCep di via della Benedicta, a Genova, con centinaia di ragazzi provenienti da tutta Italia che potranno ascoltare dai dodici finalisti del Premio Strega una presentazione dei loro romanzi, e assegnare il Premio Strega Giovani.
La Fondazione Maria e Goffredo Bellonci ha deciso infatti di puntare, per questo premio collaterale ma molto importante, sulle periferie; tanto che una foto delle “Lavatrici” di Pra’ inondate dal sole campeggia sulla locandina dell’evento a cui sono invitati anche la sindaca Silvia Salis e l’assessore alla Cultura, Giacomo Montanari.
A condurlo, Loredana Lipperini (con il rapper Guesan ospite d’onore).
I 12 libri in concorso, oltre al premio principale che verrà assegnato l’8 luglio a Roma (la cinquina sarà annunciata il 3 giugno), concorrono anche per lo Strega Giovani: a votare è una giuria di oltre mille studenti e studentesse di 125 scuole superiori, non solo italiane.
L’anno scorso vinse “L’anniversario” di Andrea Bajani, poi vincitore anche dello Strega.
Quest’anno sono in lizza Maria Attanasio – La rosa inversa (Sellerio), Ermanno Cavazzoni–Storia di un’amicizia (Quodlibet), Teresa Ciabatti – Donnaregina (Mondadori), Mauro Covacich – Lina e il sasso (La nave di Teseo), Michele Mari – I convitati di pietra (Einaudi), Matteo Nucci – Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), Alcide Pierantozzi–Lo sbilico (Einaudi), Bianca Pitzorno–La sonnambula (Bompiani), Christian Raimo – L’invenzione del colore (La nave di Teseo), Elena Rui – Vedove di Camus (L’orma), Nadeesha Uyangoda – Acqua sporca (Einaudi), Marco Vichi – Occhi di bambina (Guanda).
L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito www.premiostrega.it.
CULTURA, LO STREGA SCEGLIE IL PALACEP PER L’ASSEGNAZIONE DEL “PREMIO GIOVANI”
La fondazione che organizza il Premio Strega, forse il più importante premio letterario in Italia, ha scelto di portare la premiazione per il Premio Strega Giovani all’interno del Palacep Pianacci, in via della Benedicta, nel cuore popolare del ponente di Genova.
L’evento si terrà mercoledì 27 maggio, dalle 15, nel tendone punto di riferimento per la socialità della zona.
Qui sarà annunciato il libro vincitore del Premio Strega Giovani 2026, alla presenza delle autrici e degli autori candidati e di una rappresentanza delle scuole che fanno parte della giuria.
“Una grande soddisfazioni essere stati scelti per una cerimonia così prestigiosa”, commenta Carlo Besana, anima della Pianacci.
L’appuntamento, che si potrà seguire anche in diretta streaming sul portale del Premio Strega, sarà condotto da Loredana Lipperini e avrà come ospite Guesan, rapper e cantautore della “nuova scena genovese”.
La regia della premiazione è firmata da This Is Acqua.
È prevista la partecipazione di centinaia di studenti da tutta Italia. Interverrà per un saluto anche la sindaca di Genova Silvia Salis.
Il Premio Strega Giovani viene assegnato ogni anno da una giuria di ragazze e ragazzi proveniente da oltre cento scuole secondarie di secondo grado, distribuite in Italia e all’estero, a uno dei libri candidati al Premio Strega.
Il Premio contribuisce a diffondere la narrativa italiana contemporanea tra i giovani adulti, riconoscendone la qualità della loro attività di lettura e di scrittura.
Nel corso della premiazione, verrà infatti assegnato anche il Premio BPER Banca per la recensione migliore e il Premio Leggiamoci per il racconto migliore.
Il pattinaggio artistico a rotelle è stata finora una presenza costante nella storia del Circolo ARCI Pianacci.
Dapprima all’aperto (sfidando sia le intemperie che il sole a picco…) poi, dal 2009, grazie alla realizzazione del PalaCep, si è aggiunto il conforto della struttura coperta, che ha consentito la crescita della società (Artistic Roller Team), “creatura” di Marco Marchitelli, sia in termini di “numeri” (decine di tesserati) che in termini di successi sportivi (diversi allori regionali e nazionali e la prestigiosa partecipazione – con un brillante 7^ posto – ai Mondiali del 2012 in Paraguay nella categoria “Gruppi Spettacolo”).
Da qualche mese l’attività dell’Artistic Roller Team è confluita nell’ASD Roller Arenzano, che mantiene l’attività di allenamento anche al PalaCep, tutti giorni, spesso anche la domenica.
Un lavoro costante che, nello sport così come nella vita, è lo strumento principale per avere successo. E non lo dico a caso…
Nei giorni scorsi si è tenuta una gara valida per la Coppa del Mondo 2026 di pattinaggio, sulla bellissima pista di pattinaggio dell’Olympia-Eissport-Zentrum, in Germania, che nella categoria “Giovanissimi” ha visto la partecipazione di 22 atlete, provenienti da tutti i continenti.
A conquistare la medaglia d’oro è stata proprio un’atleta del Roller Club Arenzano, Beatrice Pizzorno, che spesso si allena anche al PalaCep, con la guida di Laura Corradi, Ilaria Boda e Manuela Ferraro.
Beatrice, che compirà 9 anni a settembre, ha avuto la meglio sulla portoghese Francesca Machadi (medaglia d’argento) e sulla livornese Ludovica Mazzola, che ha conquistato la medaglia di bronzo.
Per il Roller Club Arenzano, una grande soddisfazione che fa seguito ai successi in Coppa del Mondo, nel 2025, di altre due atlete: Maria Vittoria Damonte (medaglia d’oro nella categoria “giovanissimi”) e Noemi Crifasi, medaglia d’argento nella categoria “minis”.
Noemi Crifasi era stata brillante protagonista anche in Portogallo con la conquista della Coppa Europa.
Insomma, una tradizione vincente che si rinnova e che, fatalmente, anche se su questo non abbiamo alcun merito, rende un pizzico orgogliosi anche noi.
Non sappiamo se abbia ragione chi, ieri sera, ha commentato con trasporto che, sul piano della qualità, sia stata “la migliore serata nella storia del PalaCep”.
Certo è che due spettacoli internazionali, nella stessa serata, non li avevamo mai potuti proporre ed è altrettanto certo che questi due spettacoli non a caso stiano accumulando tante date in tutta Europa.
Dobbiamo quindi ringraziare sia Sarabanda IS che Echo Art.
La prima, da anni presente al PalaCep con i tradizionali appuntamenti di teatro circo, ha portato al Cep “La belle escabelle”, con gli artisti belgi Doble Mandoble.
Uno spettacolo che, partendo da una serie di divertenti gag, si è poi trasformato in difficili ed articolati esercizi di equilibrismo ed acrobazie, e che ha fruito di importanti riconoscimenti a livello europeo.
Echo Art ha invece consentito al pubblico del PalaCep di poter assistere ad una performance vocale di assoluto livello internazionale.
Protagoniste le cantanti inglesi del gruppo “The Black Voices”, giunte appositamente a Genova da Londra nel pomeriggio e ripartite verso la capitale inglese poche ore dopo lo spettacolo al Cep.
Un’esibizione che ha tenuto fede alla fama che circonda queste straordinarie vocalist che sono riuscite a stimolare l’entusiasmo degli spettatori, con un repertorio che ha spaziato dalla magistrale interpretazione di “Fragile” di Sting a brani tradizionali e gospel eseguiti rigorosamente “a cappella”, senza strumenti musicali, con la qualità che le ha rese famose in tutto il mondo.
Un doppio spettacolo che, visto il livello artistico, sicuramente avrebbe meritato un pubblico più numeroso dei circa 100 spettatori, peraltro in buona parte provenienti da altre parti della città.
E’ stato però un pubblico molto partecipe, che ha fatto da cornice entusiasta ai due spettacoli, con un insolito finale: un vero e proprio “assedio” agli artisti non solo alla ricerca di una foto ricordo ma anche, se non soprattutto, per complimentarsi personalmente con loro.
E questo è un segnale che incoraggia a proseguire su questa strada…
Come si dice in questi casi??? Ah, sì…tanta roba!!!
La prima edizione del “Trofeo Foglino” di tiro con l’arco risale al 2019.
Il regolamento predisposto dagli organizzatori (ASD “Arcieri Grande Genova”) stabilì che il trofeo fosse assegnato in modo definitivo alla squadra che fosse riuscita a vincere tre volte questa gara interregionale.
Arrivò poi il Covid, ed il torneo fu organizzato di nuovo a partire dal 2022.
Ieri, per la prima volta ospitata nei grandi spazi del PalaCep, si è tenuta la IV edizione che, in virtù della terza vittoria in 4 edizioni, ha visto la definitiva assegnazione del trofeo alla formazione AGA (Associazione Genovese Arcieri).
Ancora una volta impeccabile l’organizzazione curata da Francesco Dominici, deus ex machina dell’ASD Arcieri Grande Genova, che ha molto apprezzato la visita pomeridiana di Ivan e Dario Foglino, figli di Bruno Foglino alla cui memoria (ed in ricordo del suo appassionato servizio per la comunità del Cep) sono dedicate sia la sala che il Circolo ARCI Pianacci ha destinato al tiro con l’arco che il Trofeo che ogni anno richiama decine di appassionati da tutta la regione.
da sinistra: Ivan Foglino, Francesco Dominici e Dario Foglino (clicca per ingrandire)
il Trofeo Foglino nelle mani del capitano dell’A.G.A. (clicca per ingrandire)
Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024Trofeo Foglino – 10 novembre 2024