Ieri, al Circolo ARCI Pianacci, abbiamo ospitato il 5^ incontro del percorso di formazione “Effetto Larsen”, promosso dalla Compagnia di San Paolo e rivolto ad un numero ristretto di partecipanti, in particolare alla Comunità di Pratica dei Presidi culturali e civici di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, di cui fa parte anche il Pianacci.
Si tratta di un percorso di formazione, realizzato da “Effetto Larsen”, volto a rafforzare le capacità relazionali dei gestori degli spazi di partecipazione attiva e costruire rapporti solidi con istituzioni e stakeholder, essenziali per promuovere la sostenibilità e l’impatto sociale e civico degli spazi.
L’obiettivo è quello di aiutare i partecipanti a sviluppare strumenti utili e una maggiore consapevolezza delle dinamiche relazionali, offrendo metodi concreti per il networking e lo stakeholder management.
Il percorso è iniziato alcuni mesi fa con un incontro in presenza a Torino, è proseguito con altri incontri on line, ieri si è tenuto l’ultimo degli incontri on line, e la scelta è caduta sul Pianacci.
Il corso è stato diretto da Matteo Lanfranchi, fondatore di Effetto Larsen, e dalla sua collaboratrice, la project manager Isadora Bigazzi, con la facilitazione, come sempre preziosa, di Paolo Pezzana e con la supervisione di Paola Sabbione, per lo Staff CdP Presidi Culturali e civici di Compagnia San Paolo..
I lavori si sono svolti all’interno della “Sala Foglino”, mentre la pausa pranzo si è tenuta all’interno del bar del circolo.
E vorrei soffermarmi proprio su questo…
Per il catering la nostra scelta è caduta sul mitico Rocco Darretta, titolare dell’omonimo panificio di Pra’, ed è stata, come sapevamo, una scelta particolarmente azzeccata, che ci ha consentito di ospitare al meglio possibile le 20 persone partecipanti all’evento.
Aperitivo (alcolico ed analcolico) con una serie di deliziosi finger food ed altre delizie, l’immancabile focaccia, un risotto straordinario (mantecato con formaggi ed arricchito con cipolla caramellata), il tutto “annaffiato” da un ottimo prosecco ed in chiusura un dolce che, se avessi avuto ancora spazio nello stomaco, avrei volentieri “raddoppiato”…
Insomma, volevamo imparare cose nuove ma volevamo anche dare il giusto peso al necessario ristoro…
all’insegna del…
“mangiando si impara”…










