Oggi, in tutto il mondo, è stato ricordato il tragico 6 agosto del 1945, esattamente 80 anni fa…
il giorno in cui Hiroshima fu letteralmente distrutta dalla bomba atomica, che qualche giorno più tardi fu sganciata, con stessa sorte, anche su Nagasaki.
L’unica forma di vita che riuscì a sopravvivere fu quella del Gingko Biloba.
Alcuni alberi di Gingko, nonostante fossero vicini all’epicentro dell’esplosione, rimasero in piedi e, dopo la distruzione, rigermogliarono, diventando un simbolo di speranza per la città e per il Giappone intero.
Molte città in questi anni, ed anche oggi, hanno voluto testimoniare la loro vicinanza proprio piantando alberi di Gingko Biloba.
Un albero che, per un mistero ancora irrisolto, è da alcuni anni presente nel parco dell’area Pianacci, a pochi metri dall’ingresso del circolo.
Durante l’anno sembra un albero “normale”, con i rami ricchi di foglie verdi.
Poi, più o meno nel mese di novembre, in un paio di giorni tutte le foglie si colorano di un giallo dorato, impossibile non notarle…
una meraviglia, soprattutto nel contrasto con le vicine bacche rosse del cotognastro…
Una meraviglia che dura pochi giorni, perché improvvisamente, quasi fossero tutte guidate da un telecomando, le foglie gialle cadono, tutte, quasi in contemporanea…
Mi piace pensare che, anche per il nostro quartiere così come per il Giappone, questo straordinario prodotto della natura, misteriosamente comparso nel nostro parco, possa simboleggiare capacità di sopravvivenza, resilienza e rinascita…
fortunatamente, per noi, non alle terribili conseguenze della bomba di Hiroshima ma a quelle perpetrate da anni di colpevole “disattenzione” da parte delle diverse Civiche Amministrazioni, in tutte le loro componenti…


